Nei giorni scorsi accennavamo al fatto che, quando mancano tre mesi alle Elezioni Europee, nel campo politico che si colloca a sinistra vi erano ancora molte incertezze su quante e quali liste parteciperanno alla contesa elettorale del 26 maggio.

Proprio in queste ore emergono però delle novità molto importanti: il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che da mesi era stato individuato come il possibile "federatore" di un ampio spettro di forze della sinistra alternativa verso una lista unitaria, ha infatti sostanzialmente gettato la spugna.

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Prima con alcune sue dichiarazioni riportate ieri sera da Il Mattino ("Allo stato credo che sia molto difficile che ci possa essere una lista di questo tipo alle europee. Non ci sono le condizioni"). Poi con svariati post sui social piuttosto espliciti di persone molto vicine al primo cittadino partenopeo, risulta ora piuttosto chiaro che De Magistris è a un passo dal rinunciare alla lista unitaria di "coalizione popolare" che aveva lanciato il 1° dicembre a Roma.

De Magistris vicino a mollare dopo mesi di incontri con le forze della sinistra

Erano in realtà diverse settimane che, in seno ai tavoli politici che avrebbero dovuto portare alla nascita del nuovo progetto, vi erano discussioni e polemiche, con alcuni dei contraenti che avevano pure disertato gli ultimi incontri.

Provando a riepilogare, dopo il 1° dicembre attorno a De Magistris si erano coagulate Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, L’Altra Europa con Tsipras, Diem25, il Partito del Sud, la Rete delle Città in Comune e altre realtà territoriali. Da fine gennaio nel percorso era entrato anche Potere al Popolo, che ha posto delle condizioni sulla natura della nascente lista, in particolare per la rottura trattati dell'Unione Europea. Questo ha fatto allontanare dal percorso, già da inizio febbraio, Diem25, la sezione italiana del partito transnazionale di Yanis Varoufakis.

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Mentre dopo il 9 febbraio le posizioni critiche di PaP verso la manifestazione sindacale unitaria di CGIL, CISL e UIL, avrebbero indispettito non poco Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, che non ha partecipato al tavolo dello scorso weekend. Intanto Rifondazione Comunista di Maurizio Acerbo, nell'ultima direzione nazionale, aveva affermato di voler "continuare a lavorare con senso di responsabilità per definire uno schieramento il più largo possibile e su un chiaro profilo programmatico antiliberista e di alternativa", invitando tutti gli "interlocutori a sinistra a praticare con umiltà la strada dell’unità".

Proprio ieri Potere al Popolo ha diramato un testo nel quale "conferma il pieno mandato alla delegazione di proseguire nella trattativa per l’alleanza con la coalizione De Magistris, per verificarne il percorso e i risultati e mettere quanto prima le informazioni ai propri iscritti per decidere entro il 2-3-4 marzo".

Ma l'uscita pubblica di De Magistris delle scorse ore, unita ai post sui social di persone a lui vicine, certifica tutti i problemi di cui sopra. In sostanza la "coperta è corta" e tenere tutti dentro una sola lista pare impossibile.

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Ecco che quindi De Magistris vorrebbe fare un passo indietro, prendendo atto che non ci sono le condizioni per una lista come era stata immaginata a fine 2018.

Si va verso due liste: una della sinistra e una ecologista

Questo nuovo quadro pone adesso i vari soggetti della sinistra a diversi nuovi scenari su come presentarsi alle elezioni Europee.

Premesso che in queste ore in diversi fra i dirigenti della sinistra stanno provando a convincere De Magistris a tornare sulle proprie posizioni, naturalmente non mancano le idee su come andare avanti qualora ciò non fosse possibile.

Lo scenario che appare più plausibile è quello che vede la formazione comunque di una lista nel solco della Sinistra Europea, che terrebbe dentro Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e L'Altra Europa con Tsipras, e che potrebbe presentarsi senza raccogliere le firme, in quanto tali soggetti afferiscono appunto a un partito europeo quale è l'European Left presieduto dal tedesco Gregor Gysi.

Potere al Popolo, che aveva avuto finora un rapporto privilegiato con De Magistris (piuttosto che con le altre sigle della sinistra), non è escluso che possa optare per la non partecipazione alle Europee nel momento in cui il sindaco di Napoli decidesse di fare lo stesso.

Anche se l'eventuale mancanza di PaP dal percorso di cui sopra potrebbe riaprire last minute una discussione dei soggetti della "sinistra europea" anche con Diem25 e forse anche con Possibile (la cui segretaria nazionale Beatrice Brignone proprio ieri ha lanciato l'idea di una "proposta larghissima verso le europee"). Anche se questi ultimi due soggetti, o almeno una parte dei loro esponenti, negli ultimi tempi starebbero guardando con interesse a Onda Civica Verde, progetto dichiaratamente ambientalista lanciato dai Verdi (di Angelo Bonelli) e da Italia in Comune (dell'ex M5S Federico Pizzarotti) ma con centinaia di adesioni della società civile, che proprio questo sabato 23 febbraio svolgerà la propria prima assemblea nazionale a Roma. A cui guarda con simpatia anche Rossella Muroni, storica presidente di Legambiente e da quasi un anno deputata indipendente di Liberi e Uguali. Sono circolate voci che anche +Europa di Emma Bonino possa in qualche modo essere coinvolto al progetto dell'Onda Civica Verde, anche se la cosa non sarebbe compatibile con la presenza di componenti dichiaratamente di sinistra.

Complessivamente insomma pare proprio che si vada verso la presentazione di almeno due diverse liste: una della sinistra e una degli ecologisti. Anche se il perimetro dell'una e dell'altra è ancora tutto da definire.