Quella che lo stesso Matteo Renzi ha definito come la “bomba a orologeria” degli arresti domiciliari disposti per i suoi genitori, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, accusati di bancarotta fraudolenta e false fatture, rischia di far letteralmente esplodere il Pd. Anche se le manifestazioni pubbliche di sostegno nei confronti dell’ex segretario sono state praticamente unanimi, al Nazareno si respira aria di fronda nei confronti dei renziani, o almeno questa è la tesi proposta da Il Messaggero questa mattina.

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Altri due direttori di quotidiani, invece, Maurizio Belpietro de La Verità, e Marco Travaglio del Fatto Quotidiano, non giudicano assolutamente “abnorme” (come ha detto Renzi) la disposizione degli arresti domiciliari per babbo e mamma. Per Belpietro si tratta di un provvedimento normale in questi casi, mentre Travaglio ci va giù ancora più pesante ricordando che, per le stesse accuse, “due persone normali sarebbero in galera”.

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L’opinione di Maurizio Belpietro: ‘Le persone finiscono in gattabuia per questi reati’

In un lunghissimo editoriale pubblicato questa mattina su La Verità, il direttore Maurizio Belpietro mette in fila tutte le ragioni per cui, a suo giudizio, gli arresti domiciliari disposti nei confronti dei genitori di Matteo Renzi non siano affatto una misura “abnorme”. Per prima cosa Belpietro invita i lettori a digitare sul proprio pc le quattro parole “bancarotta fraudolenta custodia cautelare” per verificare il fatto che, per questa fattispecie di reati “la lista delle persone finite in gattabuia nell’ultimo anno è piuttosto lunga”.

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Matteo Renzi

Belpietro si sofferma poi sul fatto che Renzi abbia dichiarato che “chi ha letto le carte” dell’inchiesta e possiede “un minimo di conoscenza giuridica, sa che privare le persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme”. Secondo il direttore de La Verità, invece, “la privazione della libertà personale è prevista dal Codice proprio in occasioni come questa”. Insomma, la custodia cautelare nei confronti dei Renzi, se pur solo ai domiciliari, sarebbe giustificata in questo caso dal pericolo di inquinamento delle prove.

L’analisi di Marco Travaglio: ‘Due persone normali sarebbero già in galera’

Ancora più spietata, se vogliamo, è l’analisi del caso Renzi offerta da Marco Travaglio. Per il direttore del Fatto il Pd si starebbe auto imbavagliando perché si sta impegnando con tutte le sue forze “a difendere non un ministro indagato per una scelta di governo (come Matteo Salvini nel caso Diciotti), ma due privati cittadini fermati dai gendarmi per evitare che continuassero a costruire società fittizie, intestarle a prestanome, svuotarle e poi farle fallire”.

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Un reato comune, commesso da persone comuni, insomma, e non da un governo nell’esercizio delle sue funzioni. Matteo Renzi, intanto, viene paragonato a Silvio Berlusconi per aver parlato di “giustizia a orologeria” e, soprattutto, per aver definito “abnormi” i domiciliari disposti per i genitori dalla Procura di Firenze. “E ha ragione - commenta con perfida ironia Travaglio - due persone normali, con quelle accuse, sarebbero in galera”.

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