Angelo Peveri, piacentino di 57 anni, da alcuni giorni si trova nel carcere di Piacenza per scontare una pena di 4 anni e 6 mesi in seguito ad una condanna resa definitiva da una sentenza della Corte di Cassazione. Al termine del terzo grado di giudizio, l'uomo è stato giudicato colpevole di tentato omicidio per aver sparato ad un ladro che stava cercando di derubarlo in un cantiere di sua proprietà.

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La vicenda dell'imprenditore ha avuto una grande eco mediatica perché il 57enne negli ultimi anni ha subito circa 90 furti nei cantieri e nei capannoni dell'azienda di costruzioni e movimento terra di sua proprietà. Proprio per tutelarsi da questi ripetuti fenomeni criminali, aveva deciso di installare una serie di apparecchi di allarme, e la notte del 6 ottobre 2011 accadde il fatto che lo ha portato in carcere.

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Ieri, sabato 23 febbraio, il ministro dell'interno Matteo Salvini si è recato in visita alla casa circondariale di Piacenza proprio per incontrare l'uomo, dichiarando ai cronisti di essere pronto a cambiare le cose con l'approvazione della legge sulla legittima difesa e, al contempo, non escludendo di recarsi prossimamente dal Presidente della Repubblica Mattarella per chiedere la grazia per Peveri.

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Matteo Salvini

Peveri sparò a un furfante con un fucile a pompa

Nel cuore della notte, allertato dall'allarme, Peveri si recò in uno dei suoi cantieri armato di un fucile a pompa insieme ad un suo stretto collaboratore. I ladri erano ancora all'interno della sua proprietà e lui sparò - a suo dire - tre colpi in aria, ferendo però a un braccio uno dei ladri. Successivamente, un altro malvivente fu intercettato dai due e, dopo averlo immobilizzato e malmenato, secondo gli atti l'imprenditore gli avrebbe sparato ferendolo non mortalmente.

Oltre alla condanna - diventata definitiva per il tentato omicidio di uno dei ladri - Peveri dovrà anche affrontare una causa civile per risarcimento danni nei confronti dei malviventi che, tramite i loro legali, hanno richiesto 700mila euro. Al momento il 57enne ha già dovuto versargliene 30mila e dovrà rimetterci anche le spese legali.

Salvini pronto a chiedere la grazia: è polemica

Nel tardo pomeriggio di sabato, Angelo Peveri ha ricevuto la visita del vicepremier Matteo Salvini, il quale non solo ha voluto manifestargli la sua personale solidarietà, ma ha anche dichiarato di voler adoperarsi nei confronti del Presidente della Repubblica affinché possa ottenere la grazia.

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Le dichiarazioni del leader della Lega, come prevedibile, hanno suscitato le immediate proteste da parte dell'Associazione Nazionale Magistrati che ha diramato un durissimo comunicato, nel quale ha affermato: "Le decisioni in merito alle modalità e alla durata di una pena detentiva spettano non al ministro dell'interno, che oggi ha fatto visita a un detenuto condannato con sentenza passata in giudicato, ma solo alla magistratura, che emette le sentenze in modo rigoroso e applicando le leggi dello Stato".

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