Nel messaggio annuale al Parlamento russo riunito in seduta comune, il presidente Vladimir Putin ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro gli Stati Uniti e, dopo l'uscita di Trump dal Trattato INF, ha promesso che se ora gli USA posizioneranno missili in Europa, Mosca risponderà. Inoltre, se fosse necessario, ci sarà una replica asimmetrica alle manovre americane: ciò vuol dire che i missili russi non sarebbero puntati solo contro le armi americane, ma anche contro i centri politici.

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Ha poi attaccato anche tutti i suoi nemici interni, dichiarando che se ci sono forze interne alla Russia che vogliono opporsi allo sviluppo, possono andarsene.

Putin: 'Siamo pronti a rispondere alle provocazioni americane'

L'aria tra USA e Russia continua ad arroventarsi: dopo la decisione presa dall'amministrazione Trump di uscire dal Trattato INF sul controllo dei missili e sulla conseguente (probabile) decisione di riposizionare armi atomiche in Europa, stavolta tocca a Mosca replicare.

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Il presidente Putin in persona, nel messaggio annuale alle camere riunite, ha quindi affrontato la questione di petto, dichiarando che se davvero gli Stati Uniti posizioneranno missili in UE, la Russia si vedrà costretta a prendere "misure a specchio e asimmetriche". Ha quindi aggiunto di non ritenere che la situazione internazionale odierna richieda un tale inasprimento irresponsabile, e la Russia non vuole che ciò accada.

La 'risposta asimmetrica' di Putin

Secondo il presidente russo si potrebbe dunque prendere in considerazione una "risposta asimmetrica". Ciò vuol dire che, nel caso in cui davvero gli USA posizionassero i missili, la Russia farebbe altrettanto. In più, però, il Cremlino punterebbe le armi non solo contro quelle americane, ma anche contro i centri politici dove si prendono simili decisioni.

Putin si dice però sicuro del fatto che l'UE farà del suo meglio per ripristinare le normali condizioni economiche con la nazione russa.

Questa, secondo alcuni osservatori internazionali, è una mano tesa a tutte quelle forze europee che invece vogliono tenersi vicine all'alleato orientale (come ad esempio Salvini e la Le Pen, ma anche la Merkel, che appena qualche giorno fa ha dichiarato che non romperà i rapporti con la Russia).

Per quanto riguarda la politica interna poi Putin ha avuto parole altrettanto dure per tutti coloro che non vogliono "promuovere le riforme necessarie allo sviluppo".

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A queste figure interne al suo paese, ha rivolto un netto invito ad andarsene.

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