La questione della Tav Torino-Lione, dopo la pubblicazione della tanto attesa analisi costi-benefici che ha visto la luce nella giornata di ieri, 13 febbraio, è al centro dei dibattiti politici e non. Facilmente reperibile sul sito del ministero delle Infrastrutture - particolarmente corposa (ben 78 pagine più appendice e bibliografia) - e redatta dal professor Marco Ponti, la relazione annuncia a chiare lettere che i benefici sarebbero di gran lunga minori dei costi che, in caso di realizzazione, si dovrebbero sostenere.

Tuttavia, nel corso della giornata, il Ministro Danilo Toninelli ammette la presenza, nel rapporto, di "errori macroscopici" e persino gli autori dello stesso confessano di aver fatto riferimento ai dati ufficiali dell'Osservatorio sulla Tav, contrari alla realizzazione del progetto. Marco Travaglio, a "Otto e mezzo", ipotizza che la messa in atto dell'alta velocità potrebbe essere una manovra del governo per andare contro se stesso oppure che abbia deciso di non portare a termine un'opera a cui i francesi non sono minimamente interessati e che agli italiani costerebbe miliardi di euro. L'analisi costi-benifici è stata redatta da un gruppo di esperti in tema di trasporti in Italia.

Gli italiani pagano più dei francesi

Durante l'intervista di Lilli Gruber a "Otto e mezzo", Marco Travaglio, il direttore de "Il fatto quotidiano", ha dichiarato che i francesi sborserebbero una quota minore perché, in realtà, non ne vogliono sapere niente.

La conclusione di Travaglio è che l'analisi costi-benefici è stata stilata da soggetti esperti in materia, lo stesso Ponti, ad esempio, si occupa di economia al Politecnico di Milano.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Affari E Finanza

"Dato che la stesura della relazione è stata commissionata dal governo e questa è negativa, i casi sono due: o il governo ha deciso di andare contro se stesso oppure sta cercando di mettere a posto le cose per bloccare un'opera che ai cittadini costerebbe inutilmente 8 miliardi di euro".

I fondi europei

Quanto l'Unione Europea dovrebbe finanziare per la Tav è ignoto, ma dei quasi 9 miliardi di euro (8,6 è la cifra esatta) di costo totale di base, il finanziamento dovrebbe essere del 40%.

Una "clausola", per così dire, che non figura da nessuna parte.

Altrettanto inquietante, sempre da un punto di vista economico, è che per l'Italia sia stata stimata una spesa di ben 7.6 miliardi di euro; il trattato internazionale, invece, ne prevede 4,6. Nel caso in cui il finanziamento dell'Unione Europea ammontasse al 50%, allora l'Italia disporrebbe dei fondi per portare a termine l'altra velocità.

Non terminare la Tav

Dei costi ci sarebbero anche nel caso in cui si decidesse di bloccare i lavori e il tutto si ridurrebbe in un nulla di fatto. Si tratterebbe di 2 miliardi di euro che l'Italia dovrebbe sborsare come penale alle imprese, alla Francia e alla stessa Unione Europea.

Ma non è finita. 1,8 miliardi servirebbero per mettere in sicurezza le gallerie. Da aggiungere, a questa lista, 2,5 miliardi di euro già disponibili nella finanziaria 2012 e che sono vincolati, vale a dire che non possono essere impiegati per la realizzazione di altri progetti all'infuori della Tav.

3.8 miliardi di euro sarebbe il costo necessario per rescindere dal trattato internazionale, mentre per terminare occorrerebbero circa 500 milioni di euro.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto