Banalmente si potrebbe dire che Putin l'aveva detto. Appena qualche mese fa il presidente russo aveva messo in guardia gli Stati Uniti da un'eventuale uscita dal Trattato sugli accordi per i missili nucleari, promettendo che non avrebbe ignorato azioni dal sapore provocatorio. Adesso, puntualmente, Trump e i suoi sono pronti ad annunciare davvero l'abbandono degli Stati Uniti del Trattato INF, a cui dovrebbe seguire anche il dispiegamento di missili nucleari sul territorio europeo. La Russia risponde che, nel caso gli USA schierassero davvero 48 missili in Europa (come sembrerebbe dalle loro intenzioni), il Cremlino prenderà contromisure.

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L'uscita degli Stati Uniti dal Trattato INF

L'uscita degli Stati Uniti dal Trattato INF sembra ormai certa. Nelle prossime ore dovrebbero arrivare le conferme definitive, che significherebbero il ritiro degli USA dagli accordi di regolamentazione di dispiegamento di missili nucleari in territorio europeo. Il Trattato INF venne firmato a Washington l'8 dicembre 1987 dall'allora presidente americano Ronald Reagan e Michail Gorbačëv.

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Segnò un punto di svolta fondamentale nel disgelo tra USA e URSS e la vera fine della Guerra Fredda. Ritirarsi da questo accordo quindi, non ha solo un rilevante peso geostrategico, ma anche un indubbio significato simbolico.

Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha affermato che la decisione degli USA gli pare ormai inevitabile, se non ci saranno deviazioni dalle dichiarazioni rilasciate da Donald Trump e dal suo consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton.

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48 missili americani in Europa, ma Mosca promette che non rimarrà a guardare

Putin, già quando erano cominciate a girare simili voci, aveva annunciato che l'Occidente non avrebbe dovuto "cominciare a squittire" se poi la Russia avrebbe preso contromisure. Adesso che gli eventi si stanno velocizzando, i portavoce di Mosca rimangono sugli stessi toni.

Dal momento che gli Stati Uniti sembrano ormai pronti a schierare 48 missili da crociera in Europa, sempre Ryabkov ha annunciato che il Cremlino non ignorerà questa minaccia.

Sembrerebbe, inoltre, che gli Usa sarebbero anche intenzionati a schierare immediatamente 24 missili Tomahawk nucleari. Il viceministro degli Esteri ha quindi ribadito che la Russia non sarà la prima a dare il via alla corsa agli armamenti, ma che si "concentrerà sulla deterrenza" per garantire la propria sicurezza.

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