L’italiana Emma Bonino, il belga Guy Verhofstadt e la danese Margrethe Vestager sono tre dei sette candidati vip presenti nella lista dei liberali dell’ALDE alle prossime elezioni Europee. Potranno dunque anche aspirare a conquistare una poltrona prestigiosa come quella della presidenza della Commissione Europea. Ad anticipare la notizia è stata la versione online europea del prestigioso quotidiano statunitense Politico che ha parlato anche di un possibile approdo di En Marche di Macron nelle file dei Liberali.

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La campagna acquisti dell’ALDE: in arrivo anche En Marche di Macron

Il dato che salta subito all’occhio è il pericoloso accostamento tra la ‘nostra’ Bonino, ex commissario a Bruxelles e convinta europeista, e due personaggi non proprio amati in Italia. L’ex primo ministro del Belgio Guy Verhofstadt, soltanto pochi giorni fa si era reso protagonista di uno scomposto attacco al premier italiano Giuseppe Conte, definendolo un “burattino” di fronte al parlamento dell’Ue riunito. Margrethe Vestager, attuale commissario alla Concorrenza, invece, è finita nell’occhio del ciclone mediatico soltanto da poche ore, dopo la notizia che il Tribunale europeo ha annullato una decisione dei burocrati Ue che, di fatto, ha portato al fallimento di diverse banche italiane.

Il presidente dell’Abi ha chiesto le immediate dimissioni della Vestager. Non proprio un bel biglietto da visita per Emma Bonino dunque. Senza contare che l’informatissimo quotidiano annuncia anche l’imminente ingresso nel gruppo dei Liberali di En Marche, il movimento politico del presidente francese Emmanuel Macron.

Emma Bonino in lista con Guy Verhofstadt, l’uomo che ha dato del ‘burattino’ a Giuseppe Conte

Dunque, secondo quanto anticipato, la leader del partito Più Europa, alleato in Italia con il Pd, farà parte della squadra europea messa in campo dall’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa (Alde), gruppo tra i più numerosi nel parlamento di Bruxelles.

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Ad Emma Bonino sembra proprio non pesare il fatto di ritrovare il suo nome scritto vicino a quello di Guy Verhofstadt, l’uomo che il 12 febbraio scorso, di fronte al parlamento europeo riunito, si era permesso di definire l’ospite Giuseppe Conte, primo ministro italiano, come un “burattino nelle mani di Salvini e Di Maio”. Fatto che aveva scatenato la reazione furiosa soprattutto del M5S, i cui sostenitori si sono legati al dito da quel momento il nome del politico belga.

Margrethe Vestager ‘ha aggravato la crisi bancaria in Italia’

Più fresca, invece, la polemica che coinvolge la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager.

Ieri, infatti, è arrivata la sentenza del Tribunale Ue che ha annullato la precedente decisione della Commissione Ue di bocciare il piano di aumento di capitale di Banca Tercas (la banca di Teramo) proposto della Banca Popolare di Bari con l’uso della copertura del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Di fatto, secondo gli italiani, questa decisione scellerata contribuì a far fallire diverse banche. Per questo il presidente della Associazione bancaria italiana (Abi), Antonio Patuelli, ha chiesto le dimissioni della burocrate brussellese in quanto “con le sue decisioni Vestager ha aggravato la crisi bancaria in Italia”.

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