Colpo di scena clamoroso durante l’ultima puntata di Otto e Mezzo, la trasmissione di La7 condotta da lilli gruber, andata in onda martedì 12 marzo. Presenti in studio a discutere del caso delle fotografie osé della parlamentare M5S Giulia Sarti c’erano, oltre alla Gruber, il nuovo direttore di Repubblica Carlo Verdelli e uno dei decani del giornalismo italiano Paolo Mieli. Sia la Gruber che Mieli, con il silenzio-assenso di Verdelli, hanno ammesso candidamente di aver ricevuto sul proprio smartphone le immagini a luci rosse della Sarti.

I giornalisti, pur condannando fermamente, almeno in apparenza, l’atto turpe e vigliacco di pubblicare in rete delle immagini imbarazzanti, lasciano trasparire l’idea che la grillina, così come tutti gli altri suoi compagni nel Movimento, se la sia un po’ andata a cercare, visto che si sono voluti mettere contro un sistema poltico-mediatico che, secondo Mieli, opera secondo il motto ‘chi di spada ferisce di spada perisce’.

Lilli Gruber svela i segreti della Sarti, Verdelli: ‘Avete fatto bene a non mandare le foto in onda’

“Da giorni arrivano sui cellulari dei giornalisti italiani delle fotografie osé, delle immagini molto osé della parlamentare M5S Giulia Sarti. Già invischiata, come vi ricorderete, nello scandalo dei mancati rimborsi. È in corso una guerra politica senza esclusione di colpi?”, così la conduttrice Lilli Gruber introduce l’argomento principale della puntata di Otto e Mezzo andata in onda martedì scorso.

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“Stiamo assistendo a un degrado del livello minimo di civiltà - questa la risposta, pacata ma ferma, di Carlo Verdelli - le immagini che stanno girando sono messe in giro da chi sa chi, da fonti anonime, creano mormorio, fanghiglia in una storia che è già piuttosto pesante e complessa per il partito di maggioranza relativa. Secondo me avete fatto bene a non mandarle in onda pur disponendone”.

Paolo Mieli: ‘Le foto sono arrivate anche a me’

“Però ci sembra che valga la pena parlarne, visto che vengono utilizzate contro una politica che ha già i suoi problemi - insiste però Lilli Gruber rivolgendosi ai colleghi - Paolo Mieli è una guerra, politica, privata o una specie di resa dei conti tra due ex fidanzati?”.

Per l’ex direttore del Corriere della Sera non ci sono dubbi nel dire che “è una guerra politica, nel senso che Giulia Sarti è stata messa in mezzo in questa storia. Le foto sono arrivate anche a me, le ho qua nel telefonino - rivela Mieli - Però sono arrivate indirettamente da amici che lo avevano avuto. E oggi è una giornata impazzita per queste foto. Nel senso che mi aspetto che, se non sarà stanotte, sarà domani o dopodomani, qualcosa di queste foto uscirà, magari castigate.

Mi dispiace per lei, è una brutta cosa. Assisteremo a un balletto ipocrita: prima ci saranno quelli che non le pubblicano, poi quelli che diranno ‘ma le pubblico in parte’, e alla fine usciranno in qualche trasmissione televisiva o sui giornali. Si tratta di una turpe violazione della privacy a fini politici. Come se chi le sta mettendo in giro dicesse al M5S: ‘Avete voluto questo mondo selvaggio?

Stavolta ci è capitata dentro una di voi’. È il gusto sadico di dire ‘chi di spada ferisce di spada perisce, adesso ve la beccate voi questa cosa e vedrete’. A quel punto la Gruber, che sembra sapere molto più di quello che ammette, chiosa così: “Già circolano in rete, ma il fatto che vengano mandate a tanti giornalisti è strano. È un po’ come se fosse la grande vendetta di chi crede che la rete non sia la salvezza della democrazia”.

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