Lo scorso 2 marzo verrà ricordato come il giorno in cui un gran numero di italiani ha sfilato contro il razzismo ed a favore della tolleranza e dell'inclusione, cercando anche di smentire una crescente forma di discriminazione ed intolleranza nei confronti dei migranti che sta diffondendo all'estero l'immagine di un Paese xenofobo. La manifestazione, oltre che contrastare qualunque sentimento di odio e discriminazione razziale, è servita anche a dimostrare che una parte del Paese è schierato a favore dell'accoglienza.

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Carri allegorici, musica, balli e performance di diverse tipologie hanno contraddistinto il coloratissimo corteo in quel di Milano che, secondo i principali organi d'informazione, ha sforato le 250mila persone. La marcia, partita alle 14 da corso Venezia con direzione piazza del Duomo, ha lanciato un forte segnale al mondo e al resto d'Italia, sottolineando che esiste un'altra Italia che crede nell'integrazione, rigetta la paura del diverso ed è pronta a schierarsi in prima linea a difesa dei più deboli.

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Il fatto sorprendente è stato la grande trasversalità del pubblico presente, con bambini, adulti e anziani di ogni cultura ed estrazione sociale. Tanti i ragazzi accorsi dalle città vicine pur di partecipare e mostrare la propria vicinanza al tema.

La partecipazione: un grande successo

La manifestazione ha avuto una partecipazione ben oltre le aspettative anche per quanto riguarda le istituzioni: 700 comuni aderenti, oltre 1.200 tra enti e associazioni presenti con striscioni e bandiere, tra le quali Amnesty International, Emergency e Medici senza Frontiere.

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Politica

A fare gli onori di casa c'era ovviamente il sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha accolto le numerose personalità politiche e sindacali: deputati, senatori e gli esponenti delle tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil. L'obiettivo dichiarato era di sorpassare le 100mila persone radunatesi a Milano nel 2017, oltre che le 50mila persone arrivate a Piazza del Popolo a Roma per il raduno #primagliitaliani a sostegno del leader della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Obiettivo pienamente centrato, con piazza del Duomo in festa sulle note dei grandi classici della musica italiana, di concerti improvvisati tra la folla, nonché di performance da parte di persone provenienti anche da altri Paesi.

Salvini: 'Bene le manifestazioni pacifiche, ma io non cambio idea'

Se da un lato le forze politiche dell'opposizione, Pd in testa, hanno rivendicato l'ottima riuscita della manifestazione, dall'altro si sono levate critiche più o meno dirette all'indirizzo del corteo.

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"Bene manifestazioni pacifiche ma io non cambio idea e vado avanti per il bene degli italiani: in Italia si arriva solo col permesso, lotta dura a scafisti, trafficanti, mafiosi e sfruttatori". Sono queste le parole di Matteo Salvini che ha commentato il corteo milanese, aggiungendo di non considerarlo affatto un messaggio al governo. "Il messaggio al governo lo hanno dato gli Italiani con il voto rinnovando la fiducia a me, alla Lega e al governo di mese in mese e di elezione in elezione".

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Molto più critico il garante del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo che ha accusato gli organizzatori dell'iniziativa di "scegliere falsi problemi". "Chiunque abbia un minimo di buon senso non vede alcun razzismo in Italia, ma soltanto un crescente egoismo sociale. Ma allora cosa sta succedendo? Sembra che il Paese non voglia confrontarsi con i suoi veri fantasmi”, ha sottolineato il fondatore del M5S. Gli ha risposto a tono l'ex segretario del Pd, Matteo Renzi che considera la marcia antirazzista come il segnale della fine del "grillismo" ed anche una presa di posizione forte nei confronti della Lega e di Salvini.

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