Non c'era un clima amico per il ministro delle Infrastrutture Toninelli in Senato. E non poteva essere altrimenti considerato che il dibattito riguardava la mozione di sfiducia da parte del Senato nei suoi confronti. L'intervento del senatore del Partito Democratico Andrea Marcucci, però, ha forse rappresentato l'apice in quanto a momento in cui maggiormente si è palesato l'astio di alcuni parlamentari nei suoi confronti. I toni, infatti, sono diventati aspri e non solo per le parole proferite dall'esponente 'dem' che, alla fine del suo intervento, gli ha consegnato un dossier comprendente la lista delle opere attualmente bloccate.

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Particolarmente significative, in quel caso, sono state le urla provenienti probabilmente da banchi dell'opposizione e non si sono certo caratterizzate per toni ed epiteti morbidi riservati ad uno dei ministri più "chiacchierati" del governo Conte.

Marcucci litiga anche con la Casellati

L'intervento di Marcucci oltre che per essere fortemente critico nei confronti di Toninelli, si caratterizza per uno scambio di opinioni piuttosto accese tra il senatore e la presidente del Senato Casellati. L'invito a concludere da parte della più alta carica dell'aula non viene visto di buon occhio nella fase finale delle dichiarazioni di Marcucci che, a quel punto, esplode in una vera e propria invettiva nei confronti della sua interlocutrice.

"Lei ci tortura" tuona l'esponente 'dem', "lei - ha risposto la Casellati - protesta sempre quando gli altri sforano, ma non guarda quello che fa il suo gruppo e sfora sempre. Io non interrompo mai, ha già sforato più di un minuto, lei fa sempre così". E per un paio di minuti la querelle non si è interrotta, ma il dato più saliente arriva da ciò che avviene dopo.

Il video non lascia dubbi

Tra le colpe che vengono attribuite a Toninelli c'è quella di non essere riuscito ad avviare alcune opere pubbliche bloccate.

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Marcucci, non a caso, alla fine del suo intervento si avvicina al Ministro e gli consegna un dossier che ne contiene la lista. Una sorta di affronto se si considera che l'interlocutore è un Ministro che dovrebbe avere contezza di ciò che gravita attorno al proprio Ministero. Ma ciò che colpisce è che si può sentire chiaramente come qualcuno lo incita a prendere il documento con parole piuttosto dure corrispondenti a: "Prendi cretino!". Non esattamente toni che si posso considerare adeguati al contesto in cui sono state proferite.

Ecco il video: