Matteo Salvini si sente sotto attacco da parte degli alleati e definisce addirittura il premier Conte non più equidistante tra lui e i grillini. Ora le parti sembrano essersi invertite: all'inizio dell'avventura di questo governo erano spesso i 5 Stelle a lamentarsi delle distanze di Salvini, adesso è il leader del Carroccio a definirli distanti.

Salvini infuriato con Di Maio

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Vicepremier leghista ha mal digerito il comportamento del suo collega di governo e del premier. Di Maio e Conte sarebbero colpevoli, a suo dire, di averlo attaccato ogni giorno in merito alla sua partecipazione al Congresso della famiglie di Verona.

Per il leader del Carroccio non è passato un solo giorno in cui i 5Stelle non lo abbiano attaccato, offendendolo con parole del tipo: sfigato, medievale e retrogrado. Dopo le critiche di Di Maio è arrivata anche la stangata di Conte sulle adozioni, che lo ha invitato lavorare con gli altri ministeri e a studiare le cose prima di parlare. Una dichiarazione dura che sicuramente non è passata inosservata. Per Matteo Salvini, il capo del governo ha ormai perso ogni equidistanza tra la Lega e i 5Stelle. Pochi giorni fa, infatti, Conte era tornato a parlare di Ius Soli suscitando incredulità da parte del Ministro dell'Interno. "Non mi sorprendo più di niente", ha detto Salvini al Corriere della Sera, sorprendendosi di come il premier possa essere tornato su un tema che la Lega ha sempre combattuto e osteggiato nella scorsa legislatura.

"Cos'è? Una provocazione?", si domanda il vicepremier leghista.

"A Verona ci sono solo fanatici che affrontano il tema della famiglia con odio e discriminazione verso il prossimo", ha dichiarato Di Maio. Mentre Salvini ha replicato: "Se parlare di papà e mamme vuol dire essere sfigati, sono orgoglioso di esserlo, fuori di qui c'è odio, Di Maio sbaglia piazza".

Scontro tra Lega e 5 Stelle sul Congresso di Verona

La posizione delle due componenti del governo sul Congresso delle famiglie di Verona è agli antipodi. Nonostante Salvini abbia ribadito più volte che la legge 194 non si tocca, il suo collega Di Maio dichiara che a Verona si vuole tornare indietro e togliere diritti. Per il leader del Carroccio il vero pericolo è l'estremismo islamico che proprio ieri faceva parlare a Milano un rappresentante radicale (noto per aver divulgato un video su come bastonare le mogli). Al Congresso ha parlato anche Giorgia Meloni con toni molto accesi, ha difeso la famiglia tradizionale e la visione 'Dio, patria, famiglia'.