Vittorio Feltri, com'è noto, ha sicuramente un pregio: quello di dire quello che pensa, senza preoccuparsi di urtare la sensibilità di qualcuno o del fatto che il proprio pensiero possa persino mirare a rovesciare alcune verità storiche. Nelle ultime settimane ha tenuto particolarmente banco la questione relativa al 25 aprile. Ad aprirla era stato Matteo Salvini che aveva annunciato come, in occasione della Festa della Liberazione, non avrebbe partecipato a cortei o manifestazioni simili, suscitando l'indignazione di molte associazioni che non si aspettavano che un Ministro dell'Interno potesse, in qualche modo, delegittimare una ricorrenza particolarmente sentita come quella della liberazione del nazifascismo.

Vittorio Feltri ha voluto sottolineare come una festa così importante abbia un po' assunto connotati che non sembrano piacergli particolarmente, aggiungendo però alcune proprie note di carattere storico sugli eventi che si sono verificati a conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Lo ha fatto in un editoriale che contiene diversi passaggi scoppiettanti, ma quelli che fanno rumore riguardano il 25 aprile.

Doppia critica al 25 aprile

Vittorio Feltri, nel corso del suo editoriale presente oggi sulla prima pagina di Libero, ha inteso manifestare il suo punto di vista particolarmente critico nei confronti di quello che è attualmente il modo di vivere il 25 aprile. Secondo lui, infatti, la Festa della Liberazione ha ormai, come recita il titolo del suo corsivo, acquisito i connotati di "una festa dell'ipocrisia".

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Matteo Salvini

Secondo il direttore, infatti, si tratterebbe di "un rito stanco e pregno di bolsa retorica". Basterebbe questo per far muovere le polemiche, ma Feltri ha inteso andare giù molto più duramente, andando a rivelare quelle che sono le sue verità in merito a fatti che si annidano in un passato ormai lontano più di 70 anni. Come al solito, però, l'editoriale di Feltri su Libero fa discutere.

Per Feltri sono stati decisivi gli angloamericani

Feltri è quantomeno dubbioso sul fatto che per liberare l'Italia dal nazifascismo sia stato decisivo il contributo della Resistenza e dunque dei partigiani.

La motivazione risiederebbe nel fatto che non sarebbero stati in numero sufficiente da poter rovesciare gli equilibri di un Paese profondamente legato al fascismo. "Se non fossero intervenuti gli angloamericani - ha scritto - noi italiani saremmo ancora qui irrigiditi nel saluto romano". Secondo il suo parere sarebbe sbagliato salutare il 25 aprile come la commemorazione di una pagina eroica della storia italiana, ma addirittura farlo sarebbe ''un'autentica mistificazione''.

Feltri comunque ha inteso sottolineare come sarebbe sbagliato non attribuire i giusti meriti ai partigiani, citando, tra gli altri, Giorgio Bocca.

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