Con l’approssimarsi delle elezioni Europee del 26 maggio prossimo, si fa sempre più duro lo scontro politico e mediatico tra le varie forze in campo. Non mancano ovviamente i colpi bassi, rappresentati soprattutto da anticipazioni e notizie su inchieste giudiziarie che coinvolgono un po’ tutti i partiti dell’arco costituzionale. Il M5S ha dovuto fronteggiare i casi delle ripetute accuse sindaco di Roma Virginia Raggi e, soprattutto, dell’arresto di Marcello De Vito, numero uno pentastellato nell’Assemblea capitolina. Il Pd se l’è vista brutta con l’inchiesta sulla Sanità in Umbria che ha portato alla carcerazione dei vertici Dem in Regione e alle dimissioni della governatrice Catiuscia Marini.

Per la Lega di Matteo Salvini, poi, i problemi sono stati molteplici, con il leader indagato più volte per sequestro di persona in tema di immigrazione e con il partito prima condannato a risarcire lo Stato con gli ormai famigerati 49 milioni di euro e, ora, secondo quanto rivela un’inchiesta del settimanale L’Espresso, al centro di un presunto scandalo riguardante circa tre milioni di euro donati dai simpatizzanti che, tra il 2016 e il 2018, sarebbero evaporati dalle casse del partito.

L’inchiesta de L’Espresso: ‘I soldi prima degli italiani, ecco gli affari segreti della Lega di Salvini’

Prosegue la battaglia politica tra progressisti e sovranisti anche a colpi di dossier giudiziari. L’ultimo caso in ordine di tempo è la nuova inchiesta del settimanale L’Espresso, diretto da Marco Damilano, in edicola da domenica prossima, 28 aprile, ma anticipata in parte già oggi sul web.

Già il titolo di copertina è tutto un programma: ‘Prima i soldi degli italiani’. Nell’approfondimento curato da Giovanni Tizian e Stefano Vergine, si parla appunto di una somma vicina ai tre milioni di euro che sarebbe “sparita dalle casse” della Lega per Salvini premier, della Lega Nord e, precisa L’Espresso, “delle società da essi controllate”, come ad esempio Radio Padania e Pontida Fin.

Soldi finiti ‘sui conti personali di uomini molto vicini’ a Matteo Salvini

Secondo la tesi del settimanale di Damilano si tratterebbe di denari donati da “sostenitori leghisti” con l’intenzione di sostenere la battaglia politica di Matteo Salvini, invece “usciti dalle casse dei due partiti” per finire, questa la gravissima accusa, sui “conti personali di uomini molto vicini” al leader leghista.

L’Espresso fa anche i loro nomi, come quello del tesoriere Giulio Centemero, dei commercialisti di Bergamo Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, i quali figurano tutti come dall’associazione Più voci, la stessa che sarebbe stata finanziata anche dal costruttore romano Luca Parnasi, arrestato recentemente per presunte tangenti legate alla costruzione del nuovo stadio della Roma. Il settimanale aggiunge di aver visionato attentamente i conti correnti di tutti i soggetti giuridici menzionati, scoprendo che a beneficiare di quei soldi sarebbero state anche alcune aziende lombarde che, negli ultimi tempi, avrebbero “fatto grandi affari con la Lega salviniana”. Tra i ‘furbetti dei tre milioni’ non poteva mancare, infine, nemmeno la “squadra di collaboratori” dello spin doctor social di Salvini, Luca Morisi.

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