Un particolare dell'agenda del Presidente della Repubblica, pubblicata dal sito ufficiale del Quirinale sta facendo discutere e riflettere i notisti politici di alcuni quotidiani. Dal 26 maggio, giorno in cui si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, non risultano appuntamenti ufficiali di Sergio Mattarella per tre settimane.

Notoriamente l'agenda degli impegni ufficiali di un Presidente viene programmata con larghissimo anticipo e questo 'particolare' ha destato la curiosità di alcuni cronisti politici, in particolare di chi segue le cronache dal Quirinale, dei quotidiani Libero e Il Giornale, entrambi vicini all'aera politica del centrodestra.

Il timore delle urne europee

Entrambi i quotidiani ipotizzano che il Presidente della Repubblica ed il suo staff di consiglieri temano che l'esito del voto per il rinnovo del Parlamento Europeo possa stravolgere gli equilibri dell'attuale governo presieduto da Giuseppe Conte ed appoggiato da Movimento Cinque Stelle e Lega.

Molteplici, secondo i due quotidiani, i fattori e le variabili che preoccupano il Presidente Mattarella. Se il risultato delle elezioni europee dovesse alterare l'attuale equilibrio della maggioranza attualmente al Governo potremmo trovarci di fronte ad una crisi istituzionale che, se non si dovesse risolvere, potrebbe anche portare alle dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Maggioranza alla snodo decisivo

E' poi notorio che l'inquilino del Quirinale stia prestando molta attenzione allo stato dei conti pubblici. Per fine anno dovrà essere varata una manovra economica delicata e onerosa ed il Governo sarà chiamato ad una difficile trattativa con la nuova Commissione Europea che si insedierà a seguito del rinnovo del Parlamento di Bruxelles.

A questo scenario occorre capire le reali intenzioni e il reale stato dei rapporti tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i due leader dell'attuale maggioranza.

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C'è chi sostiene che il loro rapporto sia ancora forte e che addirittura potrebbero aver l'intenzione di cercare uno scontro con Bruxelles contestando con vigore i celeberrimi parametri sul debito pubblico. Altri cronisti sostengono invece che l'alleanza tra i due Vice Presidenti del Consiglio sia logora e siano intenzionati a far saltare il banco entro breve tempo.

Queste sarebbero le cause, secondo gli osservatori delle questioni quirinalizie, del fatto che l'agenda del Presidente della Repubblica sia vuota tra fine maggio ed inizio giugno.

Nei prossimi giorni si avrà la possibilità di comprendere meglio se queste ipotesi siano realmente concrete.

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