Durante un intervento presso l’Università la Sapienza di Roma, il neo presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha rilanciato quella che tutti ricordano come una proposta del Movimento 5 Stelle, cioè la riduzione dell’orario di Lavoro. Tenendo una lezione alla Facoltà di Economia del famoso ateneo romano, Tridico ha sottolineato la necessità di intervenire in questa ottica perché un provvedimento del genere potrà creare occupazione. Secondo il residente dell'istituto previdenziale, gli aumenti di produttività vanno redistribuiti o tramite aumenti salariali, o tramite una riduzione degli orari di lavoro dei dipendenti.

Una presa di posizione che ha fatto il giro dei media, tra i quali il quotidiano “Il Corriere della Sera”, che riporta esaustivamente il concetto espresso dal numero uno dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Dal 1969 tutto fermo

L’ultima riduzione di orario di lavoro di cui si ha memoria viene riportata in auge dalle parole di Tridico: era il 1969 quando in più settori ed in più contratti collettivi venne ridotta la giornata lavorativa. Tutti si ricordano le lotte dei lavoratori che riuscirono a strappare le famose 40 ore di lavoro settimanali. Secondo Tridico tutto si è fermato allora, cioè all’ultimo ritocco degli orari dell’ormai lontano 1969, ormai 50 anni fa. La riduzione delle ore di lavoro da contratto sono cavallo di battaglia del M5S e Tridico, prima di diventare commissario e presidente dell’Inps, fu uno dei papabili candidati proposti dai pentastellati come Ministro del Lavoro.

La vicinanza di Tridico al M5S è confermata dal fatto che lui viene comunemente considerato tra i padri del Reddito di Cittadinanza.

Le reazioni

L’idea assume rilevanza e prepotenza proprio perché proveniente dall’Inps: riduzione di orario di lavoro senza andare ad intaccare il salario dei lavoratori, inevitabile che le parole di Tridico abbiano generato dibattiti e reazioni dal mondo sindacale e del lavoro.

Il leader della UIL Carmelo Barbagallo si è dimostrato subito a favore della proposta. Secondo Barbagallo la UIL da tempo spinge nella stessa direzione tracciata da Tridico perché la riduzione dell’orario di lavoro è necessità dovuta al fatto che l’innovazione ha effetto anche sui livelli occupazionali. Con una nota ufficiale il segretario della UIL ha confermato che da tempo il suo sindacato spinge per una redistribuzione degli incrementi di produttività proprio sulla distribuzione differente delle ore di lavoro.

La produttività ed il suo incremento sono i medesimi argomenti con cui Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, alla Fiera del Mobile a Rho, ha commentato l’ipotesi di Tridico. Industriali, parti sociali e lavoratori quindi sembrano tutti d’accordo su quanto proposto direttamente dai vertici Inps.

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