Vittorio Feltri non ama alcun tipo di perifrasi. I giri di parole o i riferimenti indiretti non appartengono al suo modo di scrivere. Quando deve esprimere un concetto lo fa senza il timore di poter urtare la sensibilità di qualcuno. Ed in un certo senso il giornale che dirige, Libero, molte volte è finito nell'occhio del ciclone per titoli ruspanti o per concetti espressi in maniera troppo audace. Più volte, infatti, ha scelto di giocare sul filo della provocazione, proponendo dati di fatto ma non disdegnando l'utilizzo di stereotipi o comunque idee che appartengono all'immaginario collettivo e infastidiscono coloro ai quali si riferiscono.

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E, non a caso, in uno dei suoi ultimi editoriali, apparso anche sull'edizione online di Libero, Vittorio Feltri ha scelto di dedicare diverse righe ad una sorta di lamentela nei confronti di quanti si lamentano di tutto ciò che non si potrebbe dire per evitare di varcare la soglia del politically correct.

I titoli di Libero spesso nell'occhio del ciclone

Dovendo ipotizzare una scala dei quotidiani con il più alto tasso di provocazione è difficile credere che Libero possa stare dietro qualcuno.

Solo per citare alcuni episodi accaduti nel 2019, basta ricordare cosa accade in tre occasioni. Feltri definì il premier Giuseppe Conte uomo "Elegante, nonostante sia di Foggia" suscitando la rabbia della città pugliese. Come dimenticare poi la prima pagina con scritto "Comandano i terroni" con riferimento ad una presenza senza precedenti nei quadri più alti dell'esecutivo di personalità provenienti dal Mezzogiorno. A ciò va aggiunto un "Aumentano i gay e cala il Pil" che, basandosi su dati statistici, venne comunque visto come un accostamento provocatorio degno di tante polemiche. Ed è proprio contro il politically correct che si rivolge uno degli ultimi editoriali.

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Feltri svela tutto quello che non si potrebbe dire

In una serie di passaggi Feltri sottolinea tutto ciò che, secondo alcuni, non si potrebbe dire, sebbene lasci intendere che, almeno per lui, sono verità difficili da contestare.Esordisce con "Non si può dire ne.. a un ragazzo di colore", prosegue con un "Non si può dire che i terroristi islamici sono b....", "Non si può dire che destra e sinistra fanno entrambe schifo. Non si può dire che il Sud è meno evoluto del Nord".

Quello di Feltri è un vero e proprio sfogo, a cui, per rendere l'idea dei tempi, prova paragonare delle questioni semantiche. Evidenzia, ad esempio, come al giorno d'oggi lo spazzino sia diventato operatore ecologico, il sordo audioleso e il cieco non vedente. A ciò aggiunge diversi cavalli di battaglia personali come le idee sul clima e la sua crociata contro i fan di Greta: "Non si può dire che destra e sinistra fanno entrambe schifo. Non si può dire che il Sud è meno evoluto".

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