Il leader indiscusso del primo partito ungherese, Orbán, sembrerebbe non gradire una eventuale collaborazione nel prossimo Parlamento europeo con gli esponenti della Lega di Matteo Salvini. A riferirlo, come riporta la versione online de La Stampa e Reuters, lo stesso portavoce di Fidesz, il partito di Orbán. Sembrerebbe una bocciatura secca e inaspettata per il leader del Viminale che tanto ha fatto per cucire e tessere rapporti. Sembra così disfarsi pochi giorni dopo il voto europeo quell'idea di blocco unico nazionalista e sovranista nel nascente emiciclo di Bruxelles.

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Orbán e Farage si allontanano da Matteo Salvini e la Lega

Gergely Gulyas, il portavoce del partito di Orbán, in una conferenza stampa ha rilasciato parole che piombano come pietre sul tentativo di unione di Salvini: "Non vedo molte possibilità di cooperazione a livello di partiti o in un gruppo parlamentare condiviso". Gulyas riconosce però l'onore delle armi, riconoscendo la grande vittoria della Lega nelle ultime elezioni, complimentandosi con il partito per il grande consenso ottenuto.

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Il progetto europeo della Lega era quello di raccogliere sotto la propria guida, che conta una settantina di seggi, proprio il Fidesz di Orbán, l'Euora delle nazioni e della libertà, l'Europa della libertà (Efdd, l'ex gruppo dei 5 stelle). Proprio l'ambizione dei leghisti era quella di accogliere sotto la proprio sia Orbán che il neonato Brexit Party di Nigel Farage.

Lo stesso Farage, seguendo l'impronta di Orbán, si è detto incerto sul da farsi.

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Matteo Salvini Lega Nord

Meno scettico dell'ungherese ma comunque ancora distante dalla Lega, soprattutto, stando a quanto riferisce la stampa, perché ha messo una importante postilla sull'accordo. Farage avrebbe chiesto la leadership del gruppo facendo forza su un quantitativo di voti, presi in Inghilterra, simile a quello di Salvini in Italia. Sebbene gli analisti riferiscano di un possibile stallo tra le parti in vista dell'accordo, fonti leghiste insistono a dire che l'alleanza dovrebbe essere chiusa in fretta, addirittura nelle prossime settimane.

Come ultimo tentativo di accondiscendere al primo ministro ungherese proprio Salvini in un suo ultimo comizio avrebbe proposto un modello economico attuato da Orbán e Trump. Una sorta di shock fiscale per dare uno scossone all'economia italiana. Tale presupposto sembra però non avere riscosso molti effetti sull'idea dell'ungherese che a quanto pare non sarebbe intenzionato a sostenere i leghisti nel progetto di fronte unico sovranista all'Eurocamera.

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Dalle parole del portavoce sembrerebbe anzi un allontanamento definitivo e perentorio.

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