Giovedì 9 maggio si apre al Lingotto di Torino il Salone del Libro, tradizionale appuntamento culturale organizzato nel capoluogo sabaudo. Tra le molte case editrici presenti alla kermesse ci sarà anche Altaforte, legata a doppio filo a casapound (il partito dei ‘fascisti del terzo millennio’), con la quale il leader della Lega, Matteo Salvini, ha deciso di pubblicare un libro-intervista, scritto dalla giornalista de Il Giornale, Chiara Giannini, con prefazione del direttore de La Verità Maurizio Belpietro.

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Alla notizia della presenza dei ‘fascisti’ a Torino, diversi intellettuali hanno immediatamente annunciato di voler boicottare la manifestazione. Un gesto che, però, non ha trovato concorde nemmeno l’intellighenzia di sinistra. È il caso della scrittrice Michela Murgia, tra i più fieri avversari di Salvini e, soprattutto, del direttore de Il Dubbio, Piero Sansonetti il quale, ospite del talk show Quarta Repubblica, si è spinto fino a chiedere l’abolizione del reato di apologia di fascismo, definito “ridicolo”.

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La lista degli intellettuali di sinistra che boicottano i ‘fascisti’ di Altaforte a Torino

La conferma dell’invito della casa editrice Altaforte al Salone del Libro di Torino ha fatto saltare sulla sedia diversi intellettuali legati all’universo culturale della sinistra. Lo scrittore Christian Raimo si è infatti dimesso dal comitato editoriale della manifestazione. Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi, ha fatto sapere di aver annullato la sua partecipazione, così come il saggista Carlo Ginzburg, il fumettista ZeroCalcare, la casa editrice People e il collettivo di scrittori di sinistra noto come Wu Ming.

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Matteo Salvini

Ai nomi citati si è anche aggiunta la direzione del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau: “O noi o i fascisti di Casapound a Torino”. Un boicottaggio che, come detto, non ha trovato concorde tutto il mondo intellettuale, ‘nemici’ di Matteo Salvini compresi. Se la Murgia ha fatto sapere che ci sarà, Piero Sansonetti si è spinto addirittura più in là, chiedendo a viva voce la cancellazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione che vieta la “riorganizzazione del disciolto partito fascista”, e l’abolizione della legge 645 del 1952, ad essa collegata, che vieta qualsiasi forma di apologia del fascismo.

La proposta di Piero Sansonetti

Una svolta epocale, insomma, quella proposta da Piero Sansonetti, ex direttore della comunista Liberazione, il quale non può essere assolutamente sospettato di simpatie destrorse. La sua presa di posizione è arrivata, come già accennato, durante l’ultima puntata della trasmissione condotta su Rete 4 da Nicola Porro, il cui tema centrale era proprio la domanda: ‘Giusto proibire il libro di Salvini con Casapound?’.

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Se per l’antifascista Vauro non ci sono dubbi circa il divieto, il giornalista Filippo Facci e la collega autrice del libro Chiara Giannini, si schierano su posizioni diametralmente opposte. I tre mettono in scena una accaloratissima discussione, ma quello che nessuno si aspetta è la proposta lanciata da Sansonetti: non bisogna boicottare il Salone del Libro di Torino, anzi, bisognerebbe abolire il reato di apologia del fascismo, divenuto ormai “ridicolo” nel 2019.

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