La forza elettorale della Lega di Matteo Salvini è in continua e, in apparenza, inarrestabile espansione. Dimostrazione ulteriore dell’appeal elettorale del leader leghista è arrivata domenica 9 giugno, quando in diversi Comuni si sono tenuti i ballottaggi delle elezioni amministrative. Il trionfo del Carroccio nelle storiche roccaforti rosse come Forlì e Ferrara rischia veramente di lasciare il segno.

Insomma, sembra che l’Italia sia inevitabilmente destinata a finire tra le braccia dell’attuale Ministro dell’Interno che non nasconde di aspirare direttamente a Palazzo Chigi. Ma non tutti la pensano in questo modo, come nel caso di Luigi Bisignani, il giornalista e ‘faccendiere’ ritenuto, a torto o a ragione, una delle persone più potenti del Belpaese. Bisignani, in un editoriale pubblicato proprio domenica sul quotidiano Il Temo con cui collabora, ritiene infatti che, se non si sbriga a favorire elezioni anticipate, rischia di andarsi a schiantare politicamente, come già successo in passato a leader del calibro di Giulio Andreotti, Bettino Craxi e, più recentemente, Matteo Renzi.

L’editoriale di Luigi Bisignani su Il Tempo: ‘Matteo Salvini ha apparenze machiste ma tempra fragile’

Il corsivo del sempre informatissimo Luigi Bisignani, pubblicato da Il Tempo domenica 9 giugno, si apre con la richiesta accorata e diretta rivolta a Matteo Salvini di non accettare quello che viene bollato come un “inutile rimpasto” di governo “tra mezze calze”. Il rischio, avverte il leader della Lega, è infatti quello di fare la fine di suoi colleghi come Andreotti, Craxi e Renzi i quali, non avendo voluto favorire elezioni anticipate, hanno finito per schiantarsi politicamente.

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Matteo Salvini Elezioni Politiche

I tre hanno creduto erroneamente di potersi appoggiare sul rispettivo “apparato di potere ramificato”, senza ricorrere alle urne per legittimare la propria forza. Un errore gravissimo perché “sono stati fatti a pezzi”. E Salvini, aggiunge Bisignani, rischierebbe anche di più perché, dietro le sue “apparenze machiste”, nasconderebbe una “tempra fragile”.

‘Deve presentarsi da solo alle elezioni, senza Berlusconi e Meloni’

Certo, secondo Luigi Bisignani il capitano leghista può contare “sull’arma fenomenale” rappresentata dal “consenso della gente comune” che non può che aumentare.

Per questo dovrebbe presentarsi da solo alle Elezioni politiche, “senza caricarsi quel manicomio senza futuro” rappresentato da Forza Italia di Berlusconi, oppure la “destra autoreferenziale” dei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Il voto a settembre, ne è convinto Bisignani, gli consegnerebbe la maggioranza in parlamento, senza dare il tempo ai suoi nemici di “organizzarsi per annientarlo”. L’errore più grande che può commettere, invece, sarebbe quello di continuare a “vivacchiare in un governo sgangherato” come quello attuale con il M5S.

Insomma, Matteo Salvini sarebbe giunto ad un bivio: o essere considerato il “responsabile del peggior esecutivo della Repubblica”, oppure protagonista di una “stagione irripetibile”.

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