Si è svolta nella mattinata di questa domenica 9 giugno l'assemblea nazionale de La Sinistra per fare il punto dopo le elezioni europee, alle quali la lista si è fermata poco oltre l'1,7% dei voti.

Oltre 300 persone si sono riunite al Teatro de Servi, in pieno centro a Roma, nonostante in diverse città d'Italia fossero in corso i ballottaggi delle elezioni amministrative. Un incontro, svolto esattamente due settimane dopo il voto europeo, che è servito a fare il punto su che cosa non ha funzionato nella proposta de La Sinistra: un'occasione per i vari militanti e simpatizzanti per "leccarsi le ferite" di un risultato al di sotto delle aspettative.

Ma anche per provare a capire da dove può ripartire un'area Politica, quella della sinistra, che in tutta Europa ha avuto un arretramento sul piano elettorale, anche se in Italia il risultato è stato particolarmente negativo.

La Sinistra in assemblea per provare a ripartire

Sono stati diverse decine gli interventi che si sono susseguiti nel corso delle cinque ore di assemblea. Fra gli altri sono intervenuti naturalmente i segretari dei due maggiori partiti impegnati nel percorso de La Sinistra, ovvero Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana (quest'ultimo dimessosi dalla carica la settimana scorsa in Direzione).

Ma sono stati molti i personaggi a prendere la parola nella giornata, fra loro Corradino Mineo, Marilena Grassidonia, Raffaella Bolini, Vincenzo Vita, Roberta Fantozzi, Alfonso Gianni, Silvia Prodi, Adelmo Cervi, Massimo Torelli, Eleonora Forenza, Roberto Musacchio, Eleonora Cirant e Franco Turigliatto, ma anche molti altri candidati e attivisti di base territoriali. È stato letto anche messaggio di contributo da parte di Luciana Castellina.

Fra le parole ricorrenti nella lunga assemblea romana, vi è chi ha detto: "Dobbiamo elaborare il dolore, per alcune notti ho dormito male", aggiungendo però che: "Serve ricostruire un terzo spazio, un polo alternativo ai nazionalisti e ai liberisti".

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Politica

Ma anche chi molto candidamente ha ammesso: "Queste assemblee interessano a sempre meno persone: non siamo stati in grado di elaborare una concezione del mondo in cui le persone si riconoscessero, occorre tornare a riflettere su come si forma il senso comune" e chi ha aggiunto: "Più che parlare del bisogno di sinistra che ci può essere fra la gente, occorre porsi il problema dell'utilità sociale delle nostre proposte".

Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della Sinistra Europea, fra gli ultimi a intervenire, ha ribadito che "Indietro non si torna, ripartiamo da qui per costruire una sinistra più larga rispetto a noi, sul piano sia politico che sociale e per tornare a dare voce ai ceti popolari che hanno sempre più bisogno di rappresentanza.

Non abbiamo più niente da perdere, dobbiamo metterci a lavoro per costruire una sinistra davvero efficace".

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