Svolta storica nella Repubblica di San Marino: grazie a un referendum è stata introdotta una modifica della Carta costituzionale ed è stata cambiata la legge elettorale. A votare è stato il 41,97% degli aventi diritto, con vittoria del sì in entrambi i quesiti referendari confermativi.

La nuova legge elettorale

La nuova legge elettorale stabilisce che, in caso non si abbia un vincitore al primo turno elettorale, la Reggenza dovrà obbligatoriamente concedere alla coalizione o alla lista con la maggioranza relativa un mandato di 15 giorni per formare una maggioranza.

Se il tentativo fallisce, un ulteriore mandato sarà affidato alla coalizione o alla lista arrivata seconda; se nemmeno questo tentativo avrà successo, si arriverà allora al ballottaggio. La proposta ha trionfato con il 60% dei voti favorevoli.

La storica svolta contro la discriminazione

È però il secondo punto del referendum a costituire il vero traguardo storico per San Marino: il secondo quesito referendario ha infatti confermato l'introduzione nella Carta costituzionale del divieto di discriminazione sulla base del genere o dell'orientamento sessuale.

Uno schiacciante 71,46% dei votanti ha approvato la proposta.

Festeggia il Comitato promotore della legge di iniziativa popolare che ha ispirato il quesito referendario, ricordando, in un comunicato stampa da poco inviato, la precedente vittoria: "Si tratta di un passo ulteriore, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, lo scorso 20 novembre 2018, che va a porre il suggello della cittadinanza allargata a un percorso che proprio dalla cittadinanza era spontaneamente partito".

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Il Comitato sottolinea inoltre come la Repubblica del Titano si aggiunga a Gran Bretagna, Svezia, Portogallo, Malta, Bolivia, Ecuador, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Messico e Sudafrica, ovvero il novero degli stati che attualmente prevedono una simile tutela per le discriminazioni di genere e orientamento sessuale.

Anche Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, ha commentato lo storico traguardo della Repubblica di San Marino: "Quanto avvenuto, dovrebbe far riflettere la Politica italiana sul ritardo che il nostro Paese continua ad avere su questo tema", ha dichiarato il segretario, invitando a vedere nel traguardo del piccolo stato conglobato un monito e un'ispirazione per un paese che ancora fatica nell'ambito della parità.

L'appello di Piazzino continua invitando le forze politiche italiane a superare le differenze partitiche per lavorare nell'interesse dei cittadini, in modo da produrre "una legge di civiltà attesa ormai troppi anni".

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