"Prima guardiamo i conti, poi si vedrà", lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria in merito al delicato argomento della Flat-tax tanto sbandierato dalla Lega. Per lo stesso ministro, infatti, servirebbero nuovi tagli alla spesa pubblica in vista della riapertura del cantiere della nuova Legge di Bilancio.

Tria e Salvini su due fronti opposti

Tuttavia, il piano di Giovanni Tria si presenta assai differente rispetto a quello ideato dal segretario federale della Lega Matteo Salvini. Il Ministro dell'Economia, infatti, pensa ad una leggera sforbiciata dalle tasse da ottenere mediante una riduzione delle aliquote che passerebbero da cinque a tre; un'ipotesi assai diversa rispetto a quella elaborata dal vicepremier Salvini.

A complicare le cose, però, vi sono i deputati del Movimento 5 Stelle, i quali avrebbero ipotizzato l'introduzione del salario minimo che non verrebbe effettuato a costo zero: per le imprese, infatti, il costo derivante dall'introduzione dei nove euro lordi, verrebbe compensato da un taglio dei contributi per la Naspi per un valore complessivo di circa 4-5 miliardi di euro.

Stando a quanto affermato dal quotidiano "Il Corriere della Sera", il ministro Tria sembrerebbe favorevole ad una riduzione della pressione fiscale a favore delle famiglie italiane e come anticipato l'anno scorso, si sarebbe potuto arrivare ad una flat tax cercando di portare l'obiettivo deficit all' 1,6 % del Pil per il 2019 a condizione di aumentare il gettito iva di tre o quattro miliardi di euro.

Tria mira a nuovi tagli alla spesa pubblica

Per il 2020, invece, il rapporto deficit/Pil sarà migliore dello 0,3 % e le casse erariali potrebbero ottenere risparmi per circa due miliardi di euro in interessi sul debito oltre a quelli derivanti dalle due misure in materia previdenziale come Quota 100 e reddito di cittadinanza.

Sempre secondo quanto afferma "Il Corriere della Sera", aumentare il deficit fino a superare il 3%, significherebbe esporre l'Italia al rischio di un nuovo conflitto con la Commissione Europea che potrebbe avviare la procedura d'infrazione. Difatti, la Flat-tax da dieci miliardi proposta da Salvini e il salario minimo sbandierato dai 5 Stelle potrebbe far aumentare ulteriormente il deficit.

Ed è per questo motivo che il ministro Tria mira a nuove sforbiciate sulla spesa pubblica visto che i due miliardi di tagli alle spese potrebbero non bastare.

Tuttavia, Giovanni Tria starebbe già a lavoro con il viceministro Massimo Garavaglia e con il sottosegretario Massimo Bitonci in vista della riapertura dei lavori per la nuova Legge di Stabilità 2020 anche se ben presto spetterà ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte prendere le decisioni politiche.