“Libertà per Carola!”, è solo uno degli slogan che campeggia su cartelloni e striscioni a Salisburgo.

Nella città austriaca oggi si è svolta una manifestazione, totalmente pacifica, per la liberazione di Carola Rackete, comandante della nave Ong SeaWatch 3, al momento agli arresti domiciliari in un’abitazione privata ad Agrigento.

Il destinatario è il Presidente Sergio Mattarella, in visita di Stato a Salisburgo.

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‘Siamo tutti antifascisti!’

I manifestanti, circa una quarantina di attivisti locali e volontari per i diritti umani, si sono ritrovati davanti all’ingresso della casa natale di Mozart, una delle tappe del capo dello Stato in Austria, scandendo slogan in italiano, tra cui “Libertà per Carola” e “Siamo tutti antifascisti!”.

La manifestazione si è poi snodata per i vicoli della città vecchia, in cui il Presidente ha fatto una passeggiata, seguito da striscioni e slogan degli attivisti, molti dei quali ambientalisti.

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La polizia ha controllato e gestito tramite un cordone tutto il corteo.

I manifestanti, la maggior parte ragazzi impegnati nel volontariato, non sono contro Mattarella, hanno piuttosto chiesto al Presidente di fungere da tramite, con il Ministro degli Interni Matteo Salvini (a cui, peraltro, sono destinati alcuni slogan) e quindi con tutto il governo italiano, per l’immediata liberazione della comandante Rackete.

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Politica

“Fa Politica sulla pelle dei migranti”, è quello che i volontari manifestanti scandiscono, rimarcando che “è assurdo e inammissibile che finisca in carcere chi salva delle vite umane”. La richiesta a Mattarella è quella di parlare con Salvini e, quindi, convincerlo a lasciare libera Rackete. Secondo i volontari, Mattarella, in quanto capo dello Stato “può sicuramente fare qualcosa”.

“Le persone come lei fanno la storia dell’Europa”, la difendono durante la contestazione all’Italia, parlando anche male dell’Unione Europea, che, secondo molti, non avrebbe agito secondo gli ideali e i valori tipici di un’istituzione sovranazionale.

Il Presidente è passato davanti agli striscioni con le scritte “Aiutare esseri umani non è reato” e “Free Carola”, insieme ad Alexander Var der Bellen, capo di Stato austriaco, che sta facendo da Cicerone durante tutta la visita, nel corso della quale ha preso le difese dell’Italia nei confronti del rischio concreto di una procedura di infrazione paventata da diversi mesi.

In questi due giorni di visita, tuttavia, all’ordine del giorno sono state anche le domande sulla vicenda Sea Watch 3, divenuta sempre più un caso mediatico.

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I manifestanti, hanno accompagnato il Presidente dal suo arrivo, fino alla sua visita per le strade di Salisburgo, confidando in un aiuto, che renda concreta la loro intenzione: lasciare libera la Capitana.

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