Il caso Sea Watch finisce in Parlamento. Protagonista di un intervento che surriscalda gli animi è il deputato della Lega Giancarlo Iezzi. Il suo intervento si inserisce nel solco del pensiero leghista secondo cui quanto avvenuto, prima a largo e poi nel porto di Lampedusa, possa essere considerata un'azione fuorilegge da parte delle Ong, concretizzata dal capitano Carola Rackete. Un'idea che naturalmente trova naturale contrapposizione in quello che, da tempo, è il modo di pensare, ad esempio, del Partito Democratico.

Diversi parlamentari facenti capo al Pd, o comunque a quell'area parlamentare, si sono recati fino a Lampedusa per manifestare vicinanza alla Sea Watch, all'equipaggio e ai migranti trasportati, nei giorni in cui vagava nel Mediterraneo in attesa di capire quale sarebbe stato il proprio destino, considerata la ferma opposizione italiana ad aprire i propri porti alle Ong. Iezzi li ha fatti andare su tutte le furie, sottolineando come loro abbiano in un certo senso negato le responsabilità e la violazione delle norme di chi c'era al comando della Sea Watch, rendendosi quasi complici della capitana.

Iezzi ricorda l'incontro con le Ong

Iezzi apre la polemica in Parlamento sottolineando come altri gruppi politici non abbiano fornito la propria opinione o presenza rispetto all'incontro con le Ong, rivendicando come la Lega sia stata la più presente al meeting in commissione. "Eravamo - tuona - il gruppo politico più presente in audizione ed eravamo lì proprio per ascoltare, probabilmente non condividendole, le argomentazioni delle Ong".

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Rosato si infuria con il leghista

Rivolgendosi poi a Ettore Rosato, momentaneamente a capo della Camera in sostituzione del Presidente Fico, Iezzi ha sottolineato la necessità di aprire in Parlamento una riflessione rispetto ad alcuni fatti che hanno visto protagonisti alcuni parlamentari del Partito Democratico. "Noi - rivela - abbiamo avuto dei deputati, membri di questa Camera, che usando il loro ruolo sono saliti su una nave che stava violando un decreto legge e hanno dato copertura politica al tentativo di uccidere alcuni agenti della Guardia di Finanza".

Il riferimento va naturalmente al fatto che, durante la manovra di accesso nel porto di Lampedusa, Carola Rackete con la sua Sea Watch ha rischiato di investire una motovedetta delle Fiamme Gialle italiana che provava a bloccarla, dovendo far rispettare il blocco navale imposto dall'Italia e forzato dalla comandante tedesca. Le parole hanno naturalmente suscitato un forte sdegno tra i banchi dell'opposizione, al punto che Rosato ha dovuto togliere la parola a Iezzi.

"Non accetto - tuona Rosato - che in quest'Aula sia dia dell'assassino a nessun deputato. E' inaccettabile quello che lei ha detto, si accomodi".

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