Seconda giornata di consultazioni al Quirinale. Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) è stata la prima a salire al Colle. Poi, è stato il turno della delegazione extra parlamentare del Pd (guidata da Nicola Zingaretti) e di Forza Italia. Infine, sono stati ricevuti i protagonisti di questa crisi di governo: il ministro leghista Matteo Salvini (che si è detto pronto a ripartire) e il leader pentastellato Luigi Di Maio che ha proposto un programma di legislatura.

Seconda giornata di consultazioni

Dopo la crisi di governo, ufficializzata martedì con le dimissioni del premier Giuseppe Conte, il presidente della Repubblica, auspicando una soluzione rapida, ha avviato un veloce giro di consultazioni. Prima sono saliti al Colle i presidenti di Camera e Senato (Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati) ed i gruppi parlamentari minori. Ieri, invece, è stato il turno dei "big".

La prima a raggiungere il Quirinale è stata Giorgia Meloni che ha ribadito a Mattarella la linea di Fratelli d'Italia: il voto subito. "Le elezioni - ha spiegato - oggi rappresentano l' unico esito possibile". Un esito, a suo dire, rispettoso della Costituzione, dell'Italia e degli interessi degli italiani. Poi ha aggiunto che qualora il Capo dello Stato optasse per un esecutivo di transizione, il presidente del Consiglio dovrebbe essere "espressione del Centrodestra" (in quanto ha vinto le ultime elezioni).

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Politica Matteo Salvini

Mattarella ha poi ricevuto, per il Pd, Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni, Paola De Micheli ed i capigruppo Delrio e Marcucci. I dem, che stanno negoziando con i pentastellati per un "governo di svolta", si sono detti, comunque, pronti al voto. Per Forza Italia, la linea è stata dettata dal presidente Silvio Berlusconi (accompagnato da Antonio Tajani e dalle capigruppo Bernini e Gelmini). Il leader azzurro, mettendo in guardia da un eventuale esecutivo "sbilanciato a sinistra e pericoloso per le imprese", si è detto contrario ad una maggioranza che esiste solo in Parlamento, ma che non trova riscontro nel Paese.

Salvini: 'Non porto rancore'

Le ultime forze politiche ad incontrare il Capo dello Stato sono state Lega e M5S. Il ministro Salvini, dopo il colloquio con Mattarella, ha dichiarato alla stampa che un eventuale accordo tra Pd e Movimento Cinque Stelle sarebbe un "accordo contro" e l'Italia non ha bisogno di un "governo contro". Poi, ha aperto ai pentastellati: "Se qualcuno mi dice ragioniamo affinché i "no" diventino "si", lavoriamo per migliorare la squadra e facciamo qualcosa "per" - e non contro - io sono una persona concreta e non porto rancore.

Quindi guardo avanti e non indietro": Poi, sottolineando che con Di Maio ha lavorato bene, ha affermato di esser pronto a rimettersi al lavoro per far ripartire il Paese: "Malgrado gli insulti, vado avanti".

Gli ultimi ad essere ricevuti da Mattarella sono stati i Cinque Stelle. Di Maio ha colto l'occasione per proporre al Capo dello Stato una sorta di decalogo per una nuova legislatura: dieci punti, o meglio dieci impegni prioritari per gli italiani.

Il ministro del Lavoro ha quindi concluso: "Noi non lasciamo affondare la nave perché, a dispetto degli interessi di parte, l'Italia siamo tutti".

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