Oggi è il giorno del Quirinale. In seguito alle dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel pomeriggio, Sergio Mattarella ha aperto le consultazioni chiedendo una soluzione rapida. Nicola Zingaretti ha già ricevuto dalla direzione del suo Pd il mandato per aprire una trattativa con i 5 Stelle e verificare se sussistono le condizioni e la possibilità di "un governo di svolta per la legislatura", Il ministro dell'interno Matteo Salvini, invece, ha dichiarato di essersi messo al lavoro e di pensare non alla poltrona, ma alla manovra.

Le consultazioni

Ieri pomeriggio, il premier Giuseppe Conte ha parlato in Aula al Senato. Al termine del suo lungo discorso (durante il quale ha attaccato pesantemente il ministro Matteo Salvini, definendolo un irresponsabile per aver aperto una crisi di governo) è salito al Colle per rassegnare le dimissioni. Oggi, il presidente della Repubblica Mattarella ha iniziato un rapido giro di consultazioni a partire dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati e dal presidente della Camera Roberto Fico, per seguire poi con i gruppi parlamentari minori e poi quelli di Fratelli d'Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5S.

Mattarella non può, e non vuole, concedere troppo tempo alle parti politiche interessate: il Paese, nelle prossime settimane, dovrà rispettare delle scadenze e non si può pensare di sottoporre gli italiani ad un tira e molla come quello che aveva caratterizzato la formazione del governo Conte. Cruciali, comunque, saranno le posizioni dei pentastellati e del Pd.

Il leader del Carroccio, davanti a Montecitorio, ha dichiarato: "Fortunatamente, c'è il Presidente della Repubblica che ha il quadro della situazione e la sensibilità necessaria per decidere che cosa è bene per gli italiani". Poco prima, amareggiato, con i giornalisti aveva commentato che qualunque governo nascerà sarà un esecutivo contro la Lega.

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Politica Matteo Salvini

Zingaretti apre al M5S

Nicola Zingaretti è pronto ad aprire le trattative con il M5S e creare, in discontinuità con il precedente esecutivo, un "governo di svolta, di legislatura". In caso contrario, ha chiarito, sarebbe meglio ritornare al voto. Il governatore della regione Lazio, dopo aver definito "drammatica" l'eredità lasciata dai "gialloverdi", ha sottolineato che il vero problema per l'italia non è l'esercizio provvisorio, ma la manovra "mostruosa" che ci aspetta nei prossimi mesi.

Il Pd, che non vuol sentire parlare di governo di transizione e neppure di "Conte bis", avrebbe già fissato 5 punti per trattare con i grillini. I presupposti indicati da Zingaretti sarebbero i seguenti:

  • Impegno e appartenenza leale all'Unione Europea per realizzare un'Europa rinnovata, delle libertà, dei diritti, della solidarietà e della sostenibilità sociale ed ambientale;
  • pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa nel rispetto delle norme e dei valori riportati nella Carta Costituzionale;
  • investimento su una crescita fondata su un nuovo modello di sviluppo e sulla sostenibilità ambientale;
  • svolta profonda nella gestione dei flussi migratori (con particolare attenzione ai principi di solidarietà, sicurezza e legalità) nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali;
  • svolta delle ricette economiche e sociali per un governo di rinnovamento attento all'equità sociale, generazionale, di genere e territoriale e per affrontare le priorità sul fronte lavoro, istruzione, salute, giustizia ed ambiente.

Mentre il Movimento 5 Stelle, dopo il "j'accuse del premier Conte a Salvini, si è compattato intorno al suo leader Luigi Di Maio e ha dichiarato: "Siamo un monolite", la Lega ha comunicato di essersi già messa al lavoro per costruire "l'Italia dei Sì".

Il sottosegretario del partito di via Bellerio, davanti ai cronisti di Montecitorio ha quindi ripetuto: "Altri in questo momento stanno pensando ad un governo dei no e alle poltrone? Andiamo alle elezioni e facciamo scegliere gli italiani!. Mentre loro parlano di posti, noi stiamo pensando alla manovra, a tagliare le tasse ed a aiutare gli italiani". Quindi ha concluso:"Chi scappa dalle urne è perché ha la coscienza sporca".

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