Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, continua ad essere uno dei politici più attivi sul fronte delle manifestazioni di dissenso nei confronti della Politica del governo sulla questione immigrazione. Nei giorni in cui tiene banco l'approvazione al Senato del decreto sicurezza bis, che rende ancor più difficile la vita delle Ong, si continua a dibattere su quello che dovrebbe essere l'atteggiamento giusto di un Paese come l'Italia alle prese, più degli altri, con il fenomeno migratorio: da ospite della trasmissione Rai Agorà, Fratoianni ha espresso una ferrea convinzione rispetto al fatto che un eventuale blocco navale non diventerebbe uno strumento per evitare le morti nel Mediterraneo, spiegando come e perché le tragedie, al massimo, si sposterebbero in Libia.

Delmastro di Fdi caldeggia il blocco navale

Tra gli ospiti della trasmissione c'è anche Andrea Delmastro di Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, che attraverso più bocche sposa la linea del blocco navale per evitare stragi nel Mediterraneo: l'idea è che non farli arrivare, serrando le frontiere marine, serve anche a scoraggiare quanti siano destinati a partire in una fase successiva. Delmastro, oltre a sottolineare che i dati del decreto sicurezza di Salvini sono incoraggianti, spiega per lui quale sarebbe la soluzione finale da concordare con l'Europa per evitare vittime innocenti nel Mediterraneo "Pattugliamento navale serio che preveda il blocco navale, unico modo per impedire che partano e che muoiano".

Fratoianni scettico sul blocco navale

Il commento di Fratoianni alla proposta di Delmastro è metà tra l'amareggiato ed il sarcastico: "Facciamo il blocco navale, così non partono. Non muoiono sotto gli occhi nostri, a quel punto va tutto bene". Per l'esponente di Sinistra Italia non farli partire equivale a scongiurare il loro annegamento nel Mediterraneo, ma non a migliorare il loro destino: "Finché muoiono in Libia sotto le torture e i bombardamenti, nei campi di detenzione, voi li volete lasciare lì a morire".

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Fratoianni aspira ad altro tipo di approccio nei confronti delll'immigrazione "Io vorrei fosse che l'Europa, e non le Ong o i privati cittadini, a cercare di salvare la vita a chi attraversa il mare".

"Dovrebbero -incalza - essere gli Stati a salvarli. Voi - dice rivolgendosi a Delmastro - volete il blocco navale. Non ho ancora capito cosa sia, lei forse in mare non c'è mai stato. Non è una strada che si chiude con una barricata.

Il mare è una cosa più complicata, anche da controllare".

E poi cita un episodio del passato: "In mare non si blocca nessuno, magari si affonda qualcuno. Quando questo Paese aveva un governo di centro-sinistra, mise il blocco navale e affondò una nave, senza volontà, con centinaia di persone morti nell'Adriatico, davanti alle coste dell'Albania". "I blocchi navali - conclude Fratoianni - producono una sola cosa: o il nulla o più morti".

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