Il caso della Ong Open Arms è stato il pretesto per un altro botta e risposta tra Roberto Saviano e Diego Fusaro, che hanno affidato le proprie riflessioni sulla faccenda ai social network. Tra i due non sembra esserci una particolare simpatia, così come tra l'autore di Gomorra e il Ministro dell'Interno, controbilanciata dallo scarso feeling che il filosofo pare avere per Saviano. Lo scambio di "complimenti" nasce dall'ennesimo caso che ha al centro un'imbarazione di una Ong, la Open Arms, che naviga da giorni nel Mediterraneo alla ricerca di un porto sicuro.

Ancora una volta in Europa nessuno, Italia compresa, pare voler permettere l'ingresso dell'imbarcazione, nonostante trasporti quasi centoquaranta migranti.

Saviano va su tutte le furie contro Salvini

Il tweet che genera la risposta piccata di Diego Fusaro nei confronti di Roberto Saviano, è quello in cui lo scrittore sottolinea che i 134 occupanti della Open Arms restano in ostaggio, pur avendo cambiato sequestratore.

Secondo lo scrittore partenopeo, infatti, sarebbero passati dall'essere in mano dei banditi libici al "bandito politico Salvini". L'occasione è, inoltre, proficua per tornare ad utilizzare un appellativo con cui spesso ha definito il leader della Lega, ossia 'Ministro della Malavita". Saviano, stavolta, si spinge oltre sottolineando come, quantomeno a suo avviso, "il destino di Salvini è il carcere e questo lo sta capendo anche lui, basterà che si spegano le luci".

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Matteo Salvini Lega Nord

Parole indubbiamente dure, ma non è una novità che che da Saviano si rivolga al numero uno del Carroccio manifestandogli a chiare lettere il proprio disprezzo. Solo qualche settimana fa, senza mezzi termini, lo accusò di fare il buffone sulla pelle dei migranti.

Fusaro risponde a Saviano: 'Bardo cosmopolita'

Fusaro, nelle ultime ore, sta rispondendo a diverse personalità che stanno manifestando la loro contrarietà alla politica dei porti chiusi in riferimento alla situazione del'Open Arms. La sua idea è che la deportazione generata dai flussi migratori rischia di importare manovalanza a basso costo, generando un effetto domino destinato a far decrescere il diritto dei lavoratori.

Dopo Luciana Littizzetto, tocca, per l'appunto, a Roberto Saviano che, già in altre occasioni, è stato attaccato del filosofo. "Così - scrive Fusaro - sermoneggiò il bardo cosomopolita dal suo sontuoso attico di Nuova York, con il cappello tri-punte da giullare collocato sul capo, sempre intento a difendere gli interessi del padronato cosmopolitico dei porti aperti e del libero profitto cosmopolita". Fusaro, perciò, fa capire di non essere sulla stessa lunghezza d'onda di Saviano.

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