“Gli iscritti al M5S hanno e avranno sempre l’ultima parola”. Con queste parole Luigi Di Maio aveva intitolato il post pubblicato sul Blog delle Stelle nella serata di martedì 27 agosto, per comunicare l’intenzione di delegare agli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau la decisione definitiva sulla formazione del nuovo governo insieme al Pd. Una scelta che sembra in linea con le precedenti scelte compiute dai pentastellati, ma che, invece, sta creando non pochi malumori all’interno dei gruppi parlamentari.

La deputata Flora Frate l’ha detto apertamente all’Adnkronos: “Di Maio ritiri il voto su Rousseau”. Ma anche altri suoi colleghi si sono fatti sentire sui media e sui social network. Chi, al contrario, vorrebbe, anzi pretende, che la votazione sulla piattaforma Rousseau venga fatta è Gianluigi Paragone. Il senatore, in rotta con il M5S proprio per la decisione di varare un governo Conte 2 con i ‘nemici’ del Pd, si appella al diritto degli attivisti di dire la loro.

La deputata M5S Flora Frate sfida Di Maio: ‘Ritiri il voto su Rousseau’

La mini rivolta di alcuni parlamentari pentastellati contro la decisione del capo politico, Luigi Di Maio, di affidare al voto sulla piattaforma Rousseau le sorti dell’ancora non nato governo giallorosso ha preso forma nella persona della finora sconosciuta al grande pubblico deputata Flora Frate. La parlamentare napoletana, classe 1983, alla sua prima esperienza tra i banchi di Montecitorio, intervistata dall’agenzia di stampa Adnkronos, ha intimato senza mezzi termini al suo leader di ritirare la votazione prevista su Rousseau.

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La Frate motiva la sua presa di posizione con la mancata decisione in tal senso durante l’assemblea dei gruppi parlamentari M5S. Anzi, rivela che da quella riunione sarebbero usciti “molti pareri negativi” rispetto al voto su Rousseau. Insomma, conclude la Frate sparando una bordata contro la Casaleggio Associati, “vincolare il Conte bis all’esito di un voto su una piattaforma gestita da una società privata, senza alcuna garanzia di trasparenza, è una scelta assurda”.

Il deputato Michele Nitti: ‘Decisione presa dall’assemblea parlamentare? Assolutamente falso’

Ma la deputata Frate non è certo sola in questa sua battaglia contro Rousseau e in favore di un governo tra M5S e Pd varata nelle opportune sedi istituzionali. Con lei si schiera il collega Michele Nitti il quale, sul suo profilo Facebook, denuncia come “assolutamente falso” il fatto che sia stata proprio l’assemblea dei parlamentari pentastellati del 27 agosto, a cui anche lui ha partecipato, a decidere “di far votare su Rousseau la proposta di governo, prima di essere sottoposta al Presidente della Repubblica”.

Anche Nitti conferma che la suddetta assemblea avrebbe invece chiesto di non delegittimare le istituzioni attraverso un voto online. Insomma, anche se la democrazia partecipata è un valore da difendere per il Movimento, il voto su Rousseau non è considerato “opportuno” dai parlamentari grillini in questo frangente. Il post di Nitti incassa i like delle deputate Francesca Galizia e Rina Di Lorenzo, oltre a quello della senatrice Orietta Vanin.

Ma, come riportano diversi organi di stampa, anche diversi parlamentari vicini a Roberto Fico, come Luigi Gallo e Doriana Sarli, avrebbero manifestato tutta la loro contrarietà rispetto alla decisione dei vertici.

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