Il tema politico del momento è sicuramente quello della nuova scissione nel Pd, dopo che Matteo Renzi ha ufficializzato la nascita del suo nuovo partito, Italia Viva. Con lui, almeno stando alle sue dichiarazioni, dovrebbero mollare il Nazareno circa una quarantina di parlamentari, ma i numeri sono per il momento ballerini. Una notizia, quella del ritrovato protagonismo politico dell’ex rottamatore, che non ha fatto certamente piacere al Premier Giuseppe Conte, costretto ora a barcamenarsi per fronteggiare una maggioranza non più a due, ma a tre punte, con i renziani pronti a sedersi allo stesso tavolo di M5S e Pd.

Tra gli innumerevoli commenti allo strappo di Renzi non poteva mancare quello di Massimo Cacciari. Il filosofo veneziano di note simpatie di sinistra, ha sì elogiato la svolta compiuta dall’ex Segretario dem, ma lo ha anche criticato per non averlo fatto prima e, soprattutto, ha insinuato il dubbio che tra Renzi e Conte potrebbe essere già stato sottoscritto un accordo segreto, magari favorito da Maria Elena Boschi.

Massimo Cacciari rimprovera Matteo Renzi: ‘Doveva lasciare il Pd cinque anni fa’

Che Matteo Renzi abbia fatto bene ad abbandonare il Pd per fondare una nuova forza politica, ma che forse lo abbia fatto troppo tardi, Masssimo Cacciari lo va ripetendo in tutte le interviste che concede in questi giorni. Raggiunto dal Fatto Quotidiano, il barbuto filosofo definisce “tardiva ma necessaria” la scissione renziana dal Pd.

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Pd Matteo Renzi

Certo, rimprovera l’ex Premier, Matteo questo passo avrebbe dovuto compierlo cinque anni fa, così adesso i rapporti di forza tra il suo partito Italia Viva e il Nazareno sarebbero stati capovolti. Cacciari ricorda, non senza una punta di orgoglio accademico, di aver “predicato invano” per anni contro la nascita stessa del Pd, da lui liquidato come un “generoso progetto fallito sin dall’inizio”. Insomma, secondo il professore, Renzi questa benedetta scissione doveva farla prima ma, aggiunge speranzoso, “meglio tardi che mai”.

‘Renzi vuole fare Macron’

Sistemata la questione interna al Pd, Massimo Cacciari prova ad analizzare lo scenario prossimo-futuro del governo Conte Due e del ruolo della nuova formazione politica renziana. Per prima cosa si dice convinto che il leader di Italia Viva voglia “fare Macron”, Cioè, spiega, vorrebbe ricalcare i contenuti dell’attuale governo francese, “ispirati a un pensiero vagamente liberal”.

Logico a questo punto, deduce Cacciari, pensare che su questa base di partenza “un’intesa politica tra Conte e Renzi sarebbe molto logica” visto che i due sarebbero “molto affini”. Il politico toscano, aggiunge il filosofo, non si deve nemmeno preoccupare dei primi sondaggi che danno Italia Viva tra il 3 e il 5%, considerata solo una “quota a salire”. E, a questo proposito, ecco la bomba, Massimo Cacciari dichiara candidamente che non sarebbe stupito se “attraverso le varie Boschi, i cerchi magici toscani, ci fossero già degli accordi con Conte”.

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