Luigi Di Maio è pronto a tuffarsi in una nuova avventura governativa. Dopo aver occupato la casella di Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, pare che nel Conte bis ci sia per lui pronta una nuova veste. Sarebbe la delega agli Esteri quella che il premier incaricato sarebbe pronto ad affidargli, una carica prestigiosa che trova l'approvazione persino di uno che non è mai stato fan del capo politico del Movimento Cinque Stelle. Si tratta, però, di un punto di vista piuttosto ironico, considerato che fa leva sul fatto che il ruolo di Ministro degli Esteri, interfacciandosi con gli altri paesi, impone un costante utilizzo della lingua inglese che permetterebbe di parlare un idioma diverso dall'italiano.

Questo, secondo, il direttore di Libero rappresenterebbe il presupposto per il quale Di Maio può essere la persona migliore per occupare il ruolo istituzionale in questione. Il giornalista ha fatto della questione l'oggetto di un suo tweet.

Di Maio verso il Ministero degli Esteri

Vittorio Feltri, come giornalista, non si caratterizza certo per il suo stile politcally correct. Spesso si trova a dire ciò che pensa senza peli sulla lingua, non temendo di urtare la sensibilità altrui.

Uno stile che ripropone anche nell'utilizzo dei social dove sovente si trova a commentare quello che è lo scenario politico italiano. Questa è la fase in cui, una volta assodata la fattibilità dell'intesa giallorossa, c'è attesa di conoscere quali saranno i nomi dei ministri che comporranno la squadra di Giuseppe Conte. Diversi rumors rivelano come Luigi Di Maio potrebbe essere destinato alla Farnesina. Una prospettiva che viene salutata con una sarcastica allegria da Feltri.

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Feltri prende in giro Di Maio sul congiuntivo

"Mi rallegro - scrive - sapendo che Di Maio sarà ministro degli Esteri". Un esordio sorprendente considerata la notoria avversità e scarsa stima di Feltri nei confronti del leader del Movimento Cinque Stelle che trova però spiegazione nelle parole successive. Il giornalista, infatti, puntualizza come si tratti di un ruolo che richiede la conoscenza dell'inglese.

Trovarsi a parlare spesso potrebbe essere ritenuta una difficoltà oggettiva, ma in realtà Feltri evidenzia, con una certa ilarità, come l'occasione potrebbe essere vantaggiosa per Di Maio. L'inglese, secondo quanto sottolinea, è "una lingua priva di congiuntivo ignoto a Gigino". E poi la chiosa la riserva al presidente del Consiglio Conte che, a suo avviso, farebbe di tutto per agevolarlo.

Di Maio, tra l'altro, avrebbe avuto la possibilità di fare il premier qualora, come diverse cronache politiche hanno raccontato, avesse ceduto alla nuova proposta di Salvini di ricostruire l'asse gialloverde.

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