“Stasera chiederemo a Salvini in tutti i modi che cosa gli è venuto in mente” di far saltare il governo gialloverde in pieno agosto. Così Nicola Porro, conduttore di Quarta Repubblica su Rete4, ha lanciato il ritorno sugli schermi televisivi del suo talk show dopo la pausa estiva. Un ritorno in grande stile, visto che primo ospite della stagione è stato proprio il leader della Lega Matteo Salvini.

L’uomo che l’8 agosto scorso, quando la maggior parte degli italiani già si trovava sotto gli ombrelloni, ha dato avvio ad una inaspettata e, per certi versi, ancora misteriosa crisi di governo. Quello guidato appunto da Giuseppe Conte e sostenuto dalla ‘sua’ Lega insieme al M5S. Ebbene, Salvini si è abilmente sottratto alle incalzanti domande di Porro puntando il dito contro gli ex alleati e, soprattutto, contro il Pd.

Matteo Salvini ospite di Nicola Porro che lo incalza sulla crisi

È un Matteo Salvini apparentemente in forma smagliante quello che si presenta, tirato a lucido, in collegamento video con gli studi Mediaset di Quarta Repubblica. Il conduttore Nicola Porro, che lo aveva punzecchiato nelle ore precedenti alla diretta televisiva, prova a ripartire subito all’attacco. “Lei tante volte mi ha detto che questo governo dura - prova ad incalzarlo - dall’8 agosto mi dicono ‘ma a Salvini che cosa gli e passato per la testa’?

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Matteo Salvini M5S

Si poteva immaginare che sarebbe nato un governo tra M5S e Pd?”. Una serie di domande che non fa però barcollare l’illustre ospite. “Io volevo dare semplicemente la parola agli italiani - risponde candidamente il leader della Lega senza scomporsi - il governo era fermo e litigioso, io ho portato pazienza, ma poi tutti i no come su Tav e, soprattutto, riforma fiscale (flat tax), mi hanno fatto dire ‘faccio un passo indietro, mettiamo a disposizione sette Ministeri per far votare il popolo italiano”. Insomma la solita versione fornita già ripetutamente nei giorni scorsi da Salvini.

La telefonata con Zingaretti, il complotto e l’offerta di Palazzo Chigi a Di Maio

Ma Porro, se pur garbatamente, non si arrende. “Abbia pazienza - prova a contraddire il capitano della Lega - qui ci sono due o tre cosette che io vorrei capire. Secondo alcuni retroscena Zingaretti le aveva assicurato che al voto non si andava. È vero che si è sentito con il Segretario Pd al telefono?”. Anche in questo caso Salvini glissa con consumata maestria oratoria riprendendo a parlare del sacrificio fatto in favore degli italiani e della ferma volontà di non governare mai con il Pd, come invece hanno fatto quei voltagabbana del M5S.

Giuseppe Conte, poi, viene bollato come un “avvocato del popolo che si è trasformato in avvocato del Palazzo”, uno che “passa con agilità da destra a sinistra per mantenere la sua poltrona”. Ma la agognata risposta sulla telefonata con Zingaretti non arriva. A questo punto interviene un altro giornalista, Stefano Cappellini, il quale domanda a Salvini se fosse al corrente del presunto complotto “venuto da lontano” che lui stesso ha denunciato.

“Non ho mai parlato di complotto”, taglia corto lui. “Perché ha offerto poltrona di Vicepremier a Di Maio?”, prova allora a mandarlo ko Porro. Ma non c’è niente da fare perché Salvini si salva ancora in corner: “Ritengo Di Maio una persona onesta e lavoratore, ho detto al M5S ‘se togliete i Ministri dei no e cambiate il programma, il premier lo faccia un 5 stelle’”.

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