Dopo quasi due mesi di assenza dal piccolo schermo, il volto della giornalista Lilli Gruber torna protagonista su La7. Lunedì 9 settembre ha infatti preso avvio sulla tv di Cairo la nuova stagione di Otto e Mezzo, il fortunato e discusso talk show condotto dall’ex mezzo busto del Tg1. La rossa Lilli, in forma apparentemente smagliante, ha deciso di ripartire col botto invitando in studio, come suo primo ospite di lusso, l’ingegner Carlo De Benedetti, notissimo imprenditore ed editore da sempre descritto come volto vicino alla sinistra, almeno quella rappresentata dal Pd.

L’occasione di intervistare De Benedetti era ghiotta, visto il quasi contemporaneo voto di fiducia a cui si è sottoposto il governo Conte Due alla Camera dei deputati. Ebbene, il duo Gruber-De Benedetti non ha certo deluso le attese, con il secondo letteralmente scatenato a dare le pagelle alla classe politica in cui non salva nessuno: da Conte a Salvini, passando per Renzi e Di Maio.

Il ritorno di Lilli Gruber e di Otto e Mezzo

Veste un appariscente abito verde bottiglia Lilli Gruber nel suo esordio televisivo stagionale ad Otto e Mezzo.

I capelli hanno sempre lo stesso colore, invece: un rosso ramato molto aggressivo. “Conte sta incassando la fiducia della Camera dove non ci saranno sicuramente sorprese - questa la prima domanda posta subito a bruciapelo al suo primo ospite - De Benedetti che si è sempre dichiarato di sinistra la voterebbe la fiducia al governo M5S-Pd-LeU? La risposta dell’ingegnere è inaspettata e violenta. “No, ma per una ragione non di merito - dichiara - faccio una premessa, ad agosto è successo di tutto.

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Pd Matteo Renzi

L’unico che si è comportato in maniera impeccabile è Mattarella. Per il resto abbiamo visto di tutto. Il premio del trasformismo va a Conte – punta il dito contro il Presidente del Consiglio ma senza risparmiare bordate agli altri - premio falsità a Renzi che non era pronto per fondare un proprio partito, Salvini invece ha confuso Quirinale con Viminale, mentre il premio assoluto per maggiore incompetenza va a Di Maio che è riuscito a far sì che un Paese amico come la Francia richiamasse il proprio ambasciatore”.

Carlo De Benedetti: ‘Io ero per le elezioni anticipate’

Insomma, Carlo De Benedetti non salva proprio nessuno di questa classe politica tranne, forse, il Segretario del Pd Nicola Zingaretti, ma solo perché non lo cita. Dopo questa strage di leader, da quello del governo a quelli di Pd, Lega e M5S, Lilli Gruber gli domanda se lui avrebbe votato la fiducia al governo Conte se avesse potuto. “Io ero per le elezioni - la gela però lui - questa grande retorica sulla stabilità economica non l’ho mai abbracciata, nel programma di Conte manca solo l’invito ad amare la mamma - ironizza l’ingegnere - meglio le elezioni anticipate perché la democrazia soffre quando gli si fa lo sgambetto”.

Tanto per essere chiari, secondo Carlo De Benedetti Giuseppe Conte è un “manager della politica a cui girano intorno marionette. Se non c’era più la maggioranza gialloverde allora si doveva andare alle elezioni schierando il Paese pro o contro l’Europa, perché Salvini voleva portarci fuori dall’Ue”. Conclusione con i fuochi di artificio: “Il governo durerà fino a quando Renzi vuole che duri perché è in mano a lui.

I padri di questo governo si chiamano Renzi e Grillo”. E poi, perché Salvini ha aperto la crisi ad agosto?: “Potrei rispondere con una battuta irrispettosa, ma preferisco dire che era accaldato, non è possibile compiere un errore di quel tipo”.

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