Diego Fusaro non è mai stato tenero nei confronti di Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle rispetto alla possibilità che possano essere le anime portanti di un nuovo governo. Tuttavia, nel suo ultimo intervento a Radio Radio per la rubrica RadioAttività, non cita mai l'eventuale alleanza 'giallorossa' in quella che è una vera e propria invettiva nei confronti di quelle classi dominanti che, ad oggi, farebbero nuovamente aleggiare sull'Italia lo spettro di una tassa patrimoniale.

Un'eventualità che in molti definiscono "tassazione di sinistra", ma che il filosofo sceglie di etichettare come "di destra" sulla base di quella che è una sua digressione sul modo in cui sono cambiati i contesti socio-politici negli ultimi anni.

Fusaro tira in ballo Monti

Diego Fusaro, infatti, sottolinea come al momento sull'Italia aleggi quello che lui definisce "spettro della patrimoniale". Non fa riferimento a quali potrebbero essere le contingenze che potrebbero favorire la messa in vigore di una norma destinata a disciplinare un'imposta di questo tipo, ma sceglie di evidenziare quelle che sarebbero le note storiche da tenere ben presente.

A partire dal sottolineare chi sia il più grande sostenitore della patrimoniale. "A proporre la tassa patrimoniale - mette in risalto Fusaro - è stato in più occasioni l'euroinomane Mario Monti, uomo della classe dominante e del ceto dominante".

Secondo Fusaro, al momento e a partire dal 1986, esiste una stratificazione sociale economiche al cui vertice ci sarebbe una precisa categoria. "Il conflitto di classe - ha evidenziato - ha mutato composizione.

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La classe dominate è composta da ammiragli cinici della finanza, da agenti della speculazione e da bancocrati cinici". Chi sta più in basso, invece, è adesso chi una volta godeva di un certo benessere: "Il vecchio ceto proletario, ma anche il vecchio ceto medio precipitato nell'abisso per via del processo di globalizzazione".

Critiche verso la bassa tassazione dei colossi economici

"La tassa patrimoniale - evidenzia Fusaro - è una tassa che la globalclasse orchestra e digerisce contro il ceto medio e la classe dominatrice".

Il suo ragionamento rispetto all'idea che andrebbe a penalizzare il ceto medio nasce dal fatto che ci sono altre entità dell'economia, ben più influenti, che continuano a godere di enormi privilegi. "Di sinistra - incalza Fusaro - sarebbe non già la patrimoniale, ma l'ipertassazione del capitale finanziario e delle rendite speculative o ancora dei colossi della turbofinanza e dei grandi gruppi come Google e Finanza che, invece, si giovano di paradisi fiscali esenti da tasse e utilizzano a norma di legge una tassazione al 5% con grande differenza rispetto ai ceti medi che pagano oltre il 50%".

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