Allearsi con il Partito Democratico era, per il Movimento Cinque Stelle, l'ultima opportunità per continuare a tenere viva una legislatura in cui, per effetto delle ultime politiche, i grillini potevano contare sulla maggiore forza parlamentare per numero di rappresentanti. Messo in soffitta il legame con la Lega, nonostante le ultime avance di Salvini, il voto della piattaforma Rosseau ha levato d'impaccio i vertici pentastellati rispetto alla scelta di stringere un'intesa politica con il partito degli osteggiati Renzi e Zingaretti.

C'è però a chi questa alleanza non è proprio andata giù, come il senatore del M5S Gianluigi Paragone. Da tempo l'ex conduttore televisivo ha manifestato la propria contrarietà alla stipula di un accordo con i dem, sottolineando come non voterà la fiducia al neonato governo giallorosso. Nelle ultime ore è tornato all'attacco con un post che richiama quella che sarebbe una vera e propria egemonia pidina all'interno delle posizioni chiave destinate a regolare il rapporto tra l'Italia e l'Europa.

Pd spinge l'Italia verso l'Europa

Non è un mistero che l'uscita dalla Lega del governo e l'avvento del Pd all'esecutivo rappresenti una prospettiva meglio vista dai vertici europei per l'Italia. Il management del paese si sposta assai meno sull'offensiva nei confronti di Bruxelles, e lo fa grazie all'innesto di diverse personalità che godono dell'apprezzamento di figure di spicco ai vertici dell'Ue.

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M5S Pd

Basti pensare, ad esempio, al fatto che la presidente designata della Bce Ursula von der Leyen abbia benedetto, ancora prima che arrivasse, l'ipotesi di avere a capo del Mef il Ministro Gualtieri. Paragone, però, posta un articolo tratto da ''La Stampa'' in cui quasi si denuncia il fatto che, di fatto, i dem si siano impossessati o stiano per farlo di tutte quelle cariche che rappresentano posizioni chiave a livello europeo.

Paragone contro l'egemonia Pd a livello europeo

Secondo, infatti, quanto rivela l'analisi giornalista del quotidiano torinese il Pd sarebbe pronto a sostituire la presidenza della Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo lo stesso Gualtieri con Irene Tinagli. Fabio Panetta, inoltre, sarebbe destinato, secondo La Stampa, a entrare nel consiglio della Bce.

Gentiloni, già designato Commissario Europeo, sarebbe destinato ad acquisire il portafoglio degli Affari Economici, nonostante quella che sarebbe l'opposizione di alcuni paesi del Nord Europa che non vedrebbero di buon occhio un italiano nella posizione che fu di Moscovici.

Qualunque sia il loro destino si tratta tutti di nomi che fanno al Partito Democratico. Scenari che delineano un orizzonte che fa andare Paragone su tutte le furie. "Tutte le caselle importanti - scrive - che riguardano i rapporti con l'Europa sono nelle mani del Pd! Allucinante! Vedrete cosa accadrà con la riforma del Mes!".

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