Porterà con sé non poche polemiche la scelta del neo ministro dell'Interno: Luciana Lamorgese infatti darà seguito ad un decreto che autorizza la soppressione delle squadre nautiche della polizia, chiudendo molti presidi sulle coste italiane, e trasferendo il personale presso commissariati e questure. Insorgono i sindacati di polizia.

Il taglio dei mezzi di Polizia

La nuova responsabile del Viminale ha scelto di seguire un decreto direttoriale che prevede l'eliminazione delle squadre nautiche della Polizia di Stato, con la conseguente chiusura di molti presidi presenti sui litorali di tutta Italia.

Di conseguenza il personale, non più operativo sui mezzi d'acqua, sarà trasferito presso commissariati e questure, e i mezzi resteranno di fatto inutilizzati.

Secondo il capo della Polizia Franco Gabrielli il Dipartimento della Pubblica Sicurezza attua semplicemente un vecchio provvedimento, che sarà così applicato "d’intesa con lo stesso ministro dell’Interno precedente". La norma è un decreto direttoriale, frutto della riforma dell'ex ministro Madia, attraverso il quale il ministero ha disposto la soppressione delle squadre nautiche, con la conseguente chiusura in garage di circa un centinaio di mezzi di polizia.

Questa scelta, su cui per ora ancora non si è espresso il ministro Lamorgese, è stata sempre criticata dai sindacati di Polizia, che promettono battaglia.

Il figlio di Salvini sulla moto d'acqua

Se, come previsto dal provvedimento, le moto d'acqua andranno 'in pensione' non si può non pensare al caso del figlio di Salvini, che sulle spiagge di Milano Marittima era salito a bordo di una moto d'acqua insieme ad un agente di polizia, episodio che ha fatto scatenare l'opposizione, unita nell'attaccare il leader della Lega.

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Politica

Come ricorda il giornalista Tommaso Montesano di Libero, due esponenti del Partito Democratico, Emanuele Fiano e Maria Elena Boschi, protestarono per l'accaduto, in quanto i mezzi di polizia devono servire a garantire la sicurezza collettiva e non quella dei "parenti dei ministri". Adesso però, sottolinea il giornalista, non dicono nulla sul taglio di mezzi previsto dal Viminale.

Ricordiamo comunque che, in merito a questo episodio, c'è stato anche il caso del giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio, che, per aver voluto riprendere la scena è stato trattato in malo modo dagli agenti di polizia presenti in spiaggia: e su quest'ultimo caso, a fine agosto, è intervenuta la Procura di Ravenna aprendo un'inchiesta in merito, per poter identificare i due agenti che hanno cercato di impedire al reporter di filmare la scena.

Secondo Il Messaggero, i reati perseguibili per gli agenti sarebbero quelli di tentata violenza privata e peculato d'uso.

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