In merito alla fine del governo gialloverde, Giancarlo Giorgetti sostiene che la Politica del Carroccio sia stata non gradita dall'Unione Europea. Non usa una parola forte come 'complotto', ma sostiene come molti poteri in Europa abbiano voluto sconfiggere politicamente Salvini e la Lega. E, parlando del nuovo progetto politico di Matteo Renzi, sostiene che proprio lo stesso Renzi potrebbe avere un ruolo determinante su questo governo.

Le parole di Giorgetti a 'Mezz'ora in più'

Nel corso della puntata di 'Mezz’ora in più', in onda su Raitre, l’ex sottosegretario ha ripercorso l'esperienza del governo gialloverde, sostenendo che dall'alto sia giunta l'indicazione di "sterilizzare Salvini e il voto degli italiani", in modo da lanciare un "governo amico dell’Europa”.

Con ciò evidentemente si riferisce alla crisi che ha coinvolto la politica italiana ad agosto ed ha portato alla fine dell'esperienza del governo tra Cinque Stelle e Lega.

Giorgetti sottolinea come i tempi molto veloci con cui è stata gestita la crisi di governo possono insospettire: si sarebbe atteso che il premier Conte si dimettesse il 7 o l'8 agosto e invece ha deciso di aspettare il nuovo vertice del G7 a Biarritz.

In merito ad un eventuale "intervento da parte dei poteri forti", decisivo nel causare l'uscita del partito del Carroccio dal governo, Giorgetti ammette che a suo avviso alcuni indizi potrebbero esserci e sposta l'attenzione sui servizi di intelligence e sui burocrati dell'Unione Europea, come Christine Lagarde, neo presidente della Banca Centrale Europea che ha espresso considerazioni politiche sullo Stato italiano, cosa che Mario Draghi, suo predecessore, non si sarebbe mai permesso di fare.

'Salvini era diventato troppo popolare'

A suo avviso, comunque, la crisi politica ci sarebbe stata lo stesso: Salvini ha solamente anticipato qualcosa che sarebbe avvenuto comunque nel mese di settembre, passando per altre vie. "Ha anticipato i tempi per vedere se veniva restituita la parola al popolo italiano". Ma alla fine "non è andata così”.

Secondo Giorgetti inoltre Salvini sarebbe diventato troppo popolare tra la gente, ed è "diventato un problema per l'Italia e per l'Europa". Di conseguenza "l'indebolimento di Salvini è figlio della sua forza" e nel momento in cui il suo partito è diventato il primo in Italia, allo stesso tempo avrebbe rappresentato evidentemente un problema.

Mosse future

Al momento la Lega invita tutti i suoi sostenitori all'appuntamento di Roma del prossimo 19 ottobre, in Piazza San Giovanni, storico punto di riferimento romano per la sinistra. Per l'occasione è previsto l'arrivo di molte persone, anche se Giorgetti non se la sente di fare numeri su quanti saranno.

Infine l'ex sottosegretario elogia quelli che, al momento, sono i leader più carismatici del panorama politico italiano, i due Matteo, Matteo Renzi e Matteo Salvini, piacciano o non piacciano. E chissà che in futuro i due non possano sfidarsi in una competizione elettorale, visto che a suo avviso un uomo come Renzi può essere decisivo, anche più di Conte in questo momento, e potrebbe far cadere il governo.