Continua il dibattito sul nucleare iraniano. Mentre Thenear proclama la presa di distanza dagli accordi internazionali, aumentando le scorte di uranio arricchito, si levano i cori contro l'Iran, tra i quali quello del segretario alla difesa USA che si dice "non sorpreso" della violazione degli accordi, perché sarebbe lo scopo che l'Iran ha sempre perseguito. E quello del primo ministro israeliano, che consiglia a Macron, di aumentare la pressione sull'Iran stesso anzichè venirgli incontro e aiutarlo.

Uranio e sanzioni: un problema americano

L'Iran annuncia di aver aumentato le scorte di uranio arricchito, ma gli americani, come dichiarato dal segretario della difesa Mark Esper a Parigi, non si dicono sorpresi. E come potrebbero essere sorpresi se, infondo, sono stati loro ad innescare un notevole abbassamento dell'export petrolifero iraniano, l'aumento dell'inflazione e la caduta della divisa? Sebbene le altre potenze mondiali (Russia, Cina,Francia, Germania e Gran Bretagna) stanno provando a tenere stabili gli accordi sanciti nell'Aprile 2015 sul nucleare, le sanzioni USA contro Teheran hanno costretto l'Iran a non rispettare più quegli accordi.

Ad ogni modo l'Iran, fa sapere Kamalvandi (portavoce dell'agenzia atomica iraniana), non negherà agli ispettori dell'agenzia internazionale per l'energia atomica di effettuare controlli nelle proprie strutture nucleari. Inoltre Kamalvandi fa sapere che la manovra può essere reversibile, se anche gli altri paesi tengono fede agli accordi che sono stati presi. Lo stesso Cornel Feruta, capo dell'agenzia internazionale per l'energia atomica, ha annunciato un incontro da tenersi con i funzionari iraniani.

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Politica

15 miliardi per restare negli accordi

L'Iran avrebbe dunque avviate le centrifughe avanzate per ottenere una maggiore produzione e scorta dell'uranio arricchito. Già il primo Luglio gli iraniani avrebbero commesso una violazione degli accordi, superando i 300 kilogrammi di uranio arricchito destinato all'immagazzinamento. Kamalvandi ha parlato di venti centrifughe IR-4 e venti IR-6 in funzione, allo scopo di produrre uranio di alta qualità.

Uranio che può servire tanto ad alimentare reattori di centrali nucleari, quanto per costruire bombe atomiche. A tendere la mano verso Teheran, di recente, è stato il presidente francese Immanuel Macron, offrendo sul tavolo ben quindici miliardi per convincere l'Iran a tornare a prestar fede agli accordi. Una decisione, quella di Macron, che evidentemente ha infastidito Israele, o meglio il primo ministro Beniamin Netanvau, che ha commentato così la scelta del francese:“Questo non è il momento di tenere colloqui con l’Iran, è tempo di aumentare la pressione”

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