Fino a qualche mese fa in pochi avrebbero creduto che Matteo Renzi avrebbe potuto essere uno dei più fervidi sostenitori di un eventuale governo sostenuto da Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. La realtà, invece, racconta che il senatore del Pd è stato tra i primi a indicare ai suoi la direzione che conduceva nella direzione di un'intesa politica con i grillini e alla formazione di un esecutivo di "responsabilità" nei confronti dell'Italia.

In occasione dello speciale che Enrico Mentana, su La 7, sta dedicando alle attuali fasi della politica italiana, l'ex presidente del Consiglio ha aggiunto dettagli a quelle che sarebbero le intenzioni che seguirebbero l'eventuale formazione del governo giallorosso. Tra i passaggi più importanti ci sarebbe l'intenzione di andare avanti fino alla fine della legislatura, ma soprattutto di arrivare all'elezione del Presidente della Repubblica prevista nel 2022, un anno prima della naturale scadenza del mandato dell'attuale Parlamento. Salvo, naturalmente, anticipati scioglimenti delle Camere.

Renzi minimizza importanza dei sondaggi

In molti ritengono che la formazione del nuovo esecutivo giallorosso vada in controtendenza con quello che sarebbe il pensiero espresso dagli elettori attraverso le ultime europee e i sondaggi che vedono la Lega, ad esempio, oltre il 30% e adesso destinata all'opposizione. Un'idea che trova un chiaro giudizio: "Io - ha detto il senatore - sono vecchio stile. Io penso che gli elettori si esprimano una volta ogni cinque anni.

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M5S Pd

Ho grande stima per il Tg La 7 e per tutti quelli che fanno i sondaggi. La differenza le fanno i voti alle elezioni. Fino a che c'è la democrazia parlamentari, sono le forze parlamentari a decidere".

Renzi non perde occasione per togliersi qualche sassolino, sottolineando come lui ci abbia lasciato i denti nel tentativo di cambiare questo sistema con le riforme che avrebbero consentito di sapere la sera stessa del voto chi vince le elezioni.

A suo avviso, però, serve adeguarsi alle regole che ci sono senza badare troppo alle rilevazioni statistiche. "Se - afferma - i sondaggi decidono la democrazia, la democrazia non è più tale".

Renzi vuole eleggere successore di Mattarella

Renzi è chiaro anche rispetto a quella che dovrebbe essere la durata dell'eventuale governo Pd-M5S destinato a nascere. "Per me - evidenzia - l'orizzonte va alla legislatura.

Questo Parlamento deve eleggere il nuovo Presidente della Repubblica nel gennaio del 2022. Per come la vedo io abbiamo davanti quattro anni".

Obiettivo, perciò, arrivare alla fine della legislatura: "È quello che prevede la Costituzione. Fino a che è la Costituzione non è il Papeete a decidere le regole della politica, è la Costituzione che decide". Il riferimento, neanche tanto velato, va alle scene estive in cui Salvini si dlettava a frequentare noti locali della movida estiva romagnola.

Quella del Papeete non è l'unica stoccata al leader della Lega, considerato che dopo ne arriva un'altra ancora una volta senza che il leader leghista sia citato. "Se noi - incalza Renzi - avessimo seguito il sondaggio per avere un punto in più e avessimo messo l'Italia in ginocchio e in mutande semplicemente per andare a votare, questo sarebbe stato imperdonabile".

Il senatore non manca di sottolineare quanto sia fastidioso per lui allearsi con i grillini - "A me costa umanamente pesa un sacco fare l'accordo con il M5S, mi fa rosicare. Non dimentico gli insulti, le diffamazioni, Dietro mi hanno detto tutto. Se serve all'Italia si fa".

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