Il mondo della politica, spesso e volentieri, non si caratterizza per l'irremovibilità delle posizioni. Accade, perciò, che il Pd dica no per anni ad un'alleanza con il M5S per poi formare, come sta accadendo, un governo giallorosso e viceversa. Per qualcuno si tratta di scelte responsabili che vanno oltre le differenze ideologiche, per altri di attaccamento alle poltrone. La sostanza è che c'è un'opinione pubblica che ha memoria storica (e non è neanche necessaria che sia così ampia) e che a volte non manca di far notare una certa incoerenza in alcune vicende.

Un destino che tocca a tutte le parti politiche, Matteo Salvini compreso. Il leader della Lega ha twittato in maniera polemica nei confronti della piattaforma Rosseau, facendo capire che eventualmente il voto di milioni di italiani sarebbe valso molto più di un sondaggio online a cui hanno partecipato solo migliaia di persone. Un punto di vista che si è rivelato un boomerang, considerato che sono stati in tanti a ricordargli come fu proprio una decisione scaturita da un sondaggio online a evitargli il processo relativo alla nave Diciotti..

Salvini voleva andare al voto

Il Movimento Cinque Stelle, fin dagli albori della sua nascita, ha dato molto credito alla sua Rete, affidandosi alle decisioni del proprio popolo per compiere le scelte più difficili. La scelta di creare una nuova maggioranza con il Partito Democratico è passata per il voto degli iscritti alla piattaforma Rosseau che, in maniera plebiscitaria (quasi l'80% dei votanti), ha dato il via libera a Di Maio e ai suoi affinché si possa stipulare un'alleanza giallorossa.

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Matteo Salvini M5S

Un destino che, naturalmente, porta alla formazione di un nuovo governo e a scongiurare l'ipotesi di sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni. L'orizzonte elettorale immediato era quello agognato da Matteo Salvini che, verosimilmente, contava di capitalizzare il consenso riconosciutogli dall'elettorato alle ultime Europee e attribuitogli da sondaggi che lo vedono ben oltre il 30%.

Gli utenti gli ricordano il caso Dicotti

Per Salvini l'appuntamento con il successo è solo rimandato.

Almeno a giudicare dal suo tweet. "Arriverà - scrive - il voto di 60 milioni di italiani, non di 60mila clic. Il governo dei poltronari non andrà lontano, non vedo l'ora di vedere i nomi dei Ministri, queste 'facce nuove' che guardano solo agli ideali e non alla poltrona". Molti utenti senza problemi gli fanno notare la cosa. "I 60mila clic - scrive qualcuno - ti hanno salvato il c... sulla Diciotti'.

"Quando - scrivono altri - ti ha salvato per il caso Dicotti non mi pare tu abbia storto il naso. E all'epoca hanno votato solo in 50.000"."Si chiama - evidenzia qualche altro - democrazia diretta, quella che i partiti putrefatti come il tuo non usano con i loro elettori".

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