Tra i punti di convergenza totali avuti da Lega e Movimento Cinque Stelle ai tempi del governo gialloverde c'era la necessità di superare, in qualche modo, la legge Fornero. Alla fine si è scelto di adottare Quota 100. Una misura opzionale, finanziata per tre ani che permette un'uscita anticipata a determinate condizioni, ad esempio con sessantadue anni di età e trentotto di contributi. C'è attesa di capire come il nuovo governo si destreggerà in merito alla vicenda.

Al momento l'ipotesi più accreditata è che vada ad esaurimento nel 2021. Mentre Salvini si dice pronto a difendere la misura a spada tratta lamentando che Conte e i suoi vorrebbero abolirla, c'è chi, invece, si augura che ciò accada. Quota 100 viene, infatti, demolita da un editoriale dello scrittore Andrea Capussela apparso nell'edizione del 21 settembre de Il Sole 24 ore. L'autore di "Declino, una storia italiana" è un esperto in materia economica, attualmente è Visiting fellow alla London School of Economics al Department of Goverment.

Privilegio per pochi lavoratori

Capussela, senza mezzi termini, ritiene che abbandonare Quota 100 possa rappresentare un percorso plausibile.

Elenca una serie di considerazioni che mettono in rilievo aspetti che potrebbero far riflettere. Ritiene, infatti, che Quota 100 vada considerata come un privilegio per una precisa fetta di lavoratori. Le condizioni riservate ai beneficiari rappresentano, secondo Capussela, un trattamento di favore che definisce "regalo" che sarebbe stato stimato dall'Inps in ventimila euro a testa, nella media.

Il 42% dei beneficiari è al Nord

Si diceva che l'uscita anticipata di migliaia di lavoratori potesse, in qualche modo, agevolare il turn over occupazionale tra anziani e giovani.

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Aspetto che, al momento, secondo Capussela non si sarebbe concretizzato. Viceversa Quota 100, a suo avviso, avrebbe rappresentato la concretizzazione di un trattamento di favore verso una determinata classe di lavoratori, ma anche un obiettivo preciso della Lega su un ragionamento che riguarda nello specifico la 'distribuzione geografica' dei beneficiari. Lo scrittore, infatti, evidenzia che il Carroccio avrebbe spinto per l'attuazione della misura per motivi che sono, adesso, messi in risalto dai dati: oggi Quota 100 riguarda prevalentemente i lavoratori del nord (42%).

"Una sorta di contraltare per una parte del suo elettorato" evidenzia Capussela che si tuffa poi in un'analisi socio-economica e pone attenzione rispetto al fatto che Quota 100 possa rientrare in quella "politica di inclusione selettiva" che, a suo avviso, in Italia permette il mantenimento di "un ordine sociale che ostacola l'innovazione per proteggere le rendite delle fasce più privilegiate e meno intraprendenti della società".

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