Matteo Renzi lancia un pesante avvertimento nei confronti di Giuseppe Conte e rivendica il ruolo fondamentale svolto da lui e dal suo neonato partito, Italia Viva, nella formazione del governo formato da M5S, Pd, sinistra e ora anche dagli ‘italiani vivi’. È forse questo il passaggio fondamentale dell’intervista-fiume concessa dall’ex Segretario dem al quotidiano Il Messaggero. Tra i diversi argomenti trattati nella chiacchierata con l’inviata del quotidiano romano, Barbara Jerkov, il rottamatore fiorentino si è soffermato naturalmente sulla nascita di Italia Viva e sulle differenze rispetto al Pd che lo hanno spinto ad allontanarsi dal Nazareno.
Ma l’immenso ego renziano non resiste alla tentazione di prendersi i meriti della nascita del governo Conte Due. Senza di lui, insomma, il giurista pugliese sarebbe già impegnato a fare altro.
Matteo Renzi scarica definitivamente il Pd
La prima domanda a cui Matteo Renzi è chiamato a rispondere è naturalmente incentrata sulla nascita di Italia viva e sulle motivazioni che lo hanno spinto a mettere in atto la scissione dal Pd. Secondo l’ex Premier bisognava assolutamente “fare chiarezza” tra le mura del Nazareno. Il suo successore alla segreteria, Nicola Zingaretti, avrebbe la colpa imperdonabile di essersi circondato di collaboratori che hanno fatto segnare una “radicale discontinuità” dai renziani “come se si vergognasse delle nostre politiche”, a partire da Jobs Act e referendum costituzionale.
Ma non è stato solo questo il motivo che lo ha spinto a chiedere il divorzio dai dem. “Sette anni di litigi, discussioni, fuoco amico, hanno stancato tutti, per primi gli italiani”, si lamenta Renzi come se fosse un amante tradito. Insomma, proprio come chi si separa dopo un lungo matrimonio, “meglio dividersi che continuare a litigare”.
Il leader di Italia Viva parla di agognata “libertà” ritrovata e, di fatto, archivia l’esperienza dem.
Il leader di Italia Viva critica anche Giuseppe Conte
Chiariti definitivamente i rapporti con il Pd, Matteo Renzi sposta il tiro su Giuseppe Conte. Il rottamatore bolla come “curiosa” la preoccupazione fatta trapelare dal Premier sul fatto che la nascita di Italia Viva possa rappresentare un ostacolo per la stabilità del governo.
Infatti, rivendica con malcelato orgoglio, “se non ci fossimo schierati noi, questo governo non sarebbe mai nato e Conte oggi farebbe altro”. Insomma, perché far cadere un esecutivo che lui stesso ha contribuito in larga parte a far nascere? Renzi si dice convinto che la legislatura in corso giungerà fino alla sua conclusione naturale nel 2023. Giudizio sprezzante anche sulla definizione di ‘uomo di sinistra’ auto assegnatasi da Conte. Un fatto che non lo riguarderebbe visto che, ironizza, “se non mi riconoscono la patente ufficiale di uomo di sinistra e la danno a Conte o alla Lorenzin va bene lo stesso”.