La notizia ufficiale dell’abbandono del Pd da parte di Matteo Renzi e dei suoi fedelissimi, anche se attesa da tempo, sta già facendo sentire i suoi drammatici effetti sulla politica italiana. Il Segretario dem Nicola Zingaretti mostra, almeno pubblicamente, un gelido distacco, bollando come un “errore” il passo in avanti dei renziani e cercando di guardare al futuro. Al contrario, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha gioco facile nell’accusare i suoi avversari, ora riuniti nel governo Conte Due, di aver voluto evitare le elezioni anticipate solo per paura di perdere le poltrone.

Il M5S per il momento resta a metà del guado ad osservare gli ‘alleati’ del Pd che si scannano tra di loro. Chi, invece, sembra avere le idee chiare su quanto sta accadendo è il professor Paolo Becchi, ex sostenitore pentastellato, da tempo col dente avvelenato verso Grillo e compagni. Becchi se la prende con Renzi, ma punta il dito anche contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il tweet di Paolo Becchi contro Matteo Renzi

Con un cinguettio pubblicato su Twitter, il filosofo e accademico Paolo Becchi, noto però più per le sue sfuriate nei salotti televisivi che per le sue lezioni, ha telegraficamente bollato come un “ricatto” al governo Conte quello architettato da Matteo Renzi.

“Da oggi è ufficiale - cinguetta Becchi subito aver appreso la notizia dell’ennesima scissione della sinistra italiana - il governo Pd-Pd+M5S è sotto ricatto”. Il motivo della sua convinzione è presto spiegato. “Renzi potrà staccare la spina quando vuole - prosegue nel suo atto di accusa - e comunque un governo sotto ricatto non è un governo.

Il professore genovese attacca anche Sergio Mattarella

Ma gli strali del professore non sono riservati solo a Matteo Renzi.

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Pd Matteo Renzi

Il vero artefice di questo disastro istituzionale resta, a suo dire, l’inquilino del Quirinale Sergio Mattarella. “Grazie Presidente della Repubblica - lo irride infatti il filosofo genovese - eppure Lei il 25 agosto era stato informato del fatto che esisteva un’ altra soluzione”. Il riferimento di Becchi è al fatto che il Capo dello Stato abbia deciso di dare il via libera alla formazione del governo Conte Due, nonostante fosse ben al corrente dei problemi interni al Pd.

“Insomma, Mattarella, a suo dire, sapeva benissimo che la soluzione di governo giallorossa non avrebbe potuto funzionare, ma ha preferito non mandare gli italiani alle urne”. I commenti al tweet di Becchi, se pur non univoci, confermano la sua impressione. “Mattarella è stato messo lì proprio da Renzi, che ti aspettavi?”, gli ricorda qualcuno. “Quando un Presidente della Repubblica è espressione di un partito e non del popolo c’è poco da fare - scrive un altro - questo signor Mattarella rappresenta semplicemente il partito che l’ha messo su quella poltrona”.

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