Una separazione è sempre una separazione. Anche se, come nel caso di Matteo Renzi, sembra essere la logica conseguenza di una convivenza all'interno del Partito Democratico in cui non erano mancate le frizioni tra la cosiddetta "ala renziana" e altre correnti presenti all'interno del maggiore partito del centro-sinistra italiano. L'annuncio che l'ex sindaco di Firenze e i suoi fedelissimi andranno a formare una nuova realtà parlamentare rappresenta un fatto che suscita l'attenzione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che sarebbe stato avvertito attraverso una telefonata.

Al momento non esistono dichiarazioni ufficiali del premier, ma secondo fonti ufficiose provenienti da Palazzo Chigi e riferite da diversi organi di stampa come Il Fatto Quotidiano e The Huffington Post sarebbe stata, da subito, manifestata una certa perplessità allo stesso Renzi. A non convincere sono i modi e soprattutto i tempi.

Renzi fautore dell'accordo giallorosso

L'uscita di Renzi dal Partito Democratico rappresenta un fatto degno di nota per le sorti del governo, se si considera che proprio il senatore era stato uno dei principali sostenitori dell'opportunità di stringere un accordo con il Movimento Cinque Stelle.

Pur non avendo nascosto di non essere affatto pronto a mettere da parte le antipatie verso i grillini o di mettersi alle spalle gli attacchi ricevuti da lui e dalla sua famiglia, l'ex Sindaco di Firenze aveva spinto affinché i dem stringessero un'intesa con il Movimento Cinque Stelle come atto di responsabilità verso un Paese in recessione che non avrebbe potuto permettersi di andare subito alle elezioni o di finire in esercizio provvisorio.

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M5S Pd

Conte avrebbe preferito fosse avvenuto prima

La scelta adesso di ufficializzare la fuoriuscita dal Partito Democratico rappresenta uno scenario nuovo per la maggioranza. In attesa di capire quelli che saranno i numeri del nuovo partito di Renzi all'interno del Parlamento, pare che Giuseppe Conte abbia manifestato perplessità al senatore rispetto a quelli che sono stati i tempi ed i modi della scelta.

Pare, infatti, che qualora il tutto fosse avvenuto prima della costituzione del governo, secondo il premier ,si sarebbe potuta assicurare maggiore trasparenza rispetto a quello che sarà il cammino della nuova maggioranza che, da ora in avanti, oltre ad essere giallorossa dovrà valutare la presenza della corrente renziana al suo interno. Si attende comunque di capire quali saranno le posizioni ufficiali del Presidente del Consiglio che, al momento, non ha ancora proferito parole riferibili ad un suo virgolettato destinato a togliere ogni dubbio sulle sue opinioni.

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