L'Iran è sotto pressione a causa delle sanzioni da parte degli Usa. Il Ministro degli Esteri iraniano parla della Politica degli Stati Uniti come una forma di terrorismo economico e fa i nomi degli Stati che ne sarebbero vittime. Intanto il premier israeliano e quello inglese si schierano con la politica trumpiana e continuano il pressing su Teheran.

Un atto di pirateria

Le sanzioni applicate dagli Stati Uniti sarebbero, secondo il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, un "atto di pirateria", sarebbero ricatto e corruzione, in poche parole "terrorismo".

Le sanzioni americane vanno a colpire una rete di aziende iraniane, vanno a colpire navi e vanno a colpire persone, fra i tanti anche l'ex Ministro del petrolio iraniano Rostam Qasemi, possessore di una delle aziende sanzionate dagli USA. Le multe ammontano a centinaia di milioni di dollari e l'accusa, resa nota da Washington, sarebbe la vendita illegale di petrolio alla Siria da parte di Teheran.

Ad aggravare la situazione ci sarebbe anche una ricompensa di quindicimila dollari che gli Stati Uniti sarebbero pronti a sborsare a chiunque presenti informazioni inerenti il caso.

Dall'altro fronte l'accusa invece è che gli USA applicherebbero una forma di terrorismo economico, e Zarif non si risparmia neanche di indicare quali paesi sarebbero le vittime di tale forma di terrore: Cina, Russia, Cuba,Siria, Iran.

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Politica

Il Ministro degli Esteri iraniano descrive così le azioni politiche degli Stati Uniti: "Prende di mira deliberatamente i civili, cercando di ottenere obiettivi politici illegittimi attraverso l'intimidazione di persone innocenti".

Nemici dell'Iran

Contro l'Iran, oltre all'irrefrenabile capo della Casa Bianca Donald Trump, marciano anche il Segretario di Stato Mark Pompeo e il Segretario alla Difesa americano Mark Esper.

Il primo accusa Teheran di usare il programma spaziale come copertura della costruzione di missili balistici, il secondo, invece, propone di aumentare la pressione contro l'Iran, anzi contro "le attività maligne" di Teheran. Tra i rivali più espliciti dell'Iran si aggiungono certamente il premier inglese Boris Johnson e il suo omologo israeliano Benjamin Netanyahu. Quest'ultimo utilizza addirittura parole molto simili a quelle di Esper per descrivere la sua posizione sulla questione iraniana: “Questo non è il momento di tenere colloqui con l’Iran, è tempo di aumentare la pressione”.

Le posizioni dei tre coincidono perfettamente.Tutto ciò non ha comunque impedito all'Iran di aumentare la produzione di uranio arricchito e quindi di violare gli accordi di Parigi sul nucleare siglati nel 2015.

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