Diversi fonti di informazioni evidenziano come nelle mire del governo ci sarebbe l'intenzione di aumentare il gettito fiscale attraverso la rinuncia, per una fetta della popolazione, alla detrazione del 19% sulle spese sanitarie. Secondo quelle che sono le indiscrezioni dovrebbe trattarsi di un provvedimento destinato ad interessare le fasce di reddito più alte e riguardare una platea non molto ampia di popolazione.

Attualmente si detrae il 19% oltre i 129,11 euro

Non è un mistero che il governo, per far quadrare i conti, sia destinato ad andare a caccia di settori dove poter recuperare somme che possano tamponare il problema che si ripropone ogni anno, ossia fare in modo che il debito pubblico pubblico nazionale quantomeno non cresca e allo stesso modo si eviti di aumentare le tasse. Attualmente, riguardo alla detrazioni sulle spese sanitarie, è noto che oltre i 129,11 è possibile avere la detrazione pari al 19% di quanto speso oltre tale soglia.

Volendo fare un esempio chiaro di ciò che avviene, si può dire che qualora, nel corso di un anno, si spendessero 329,11 euro per esami diagnostici o altre spese collegate alla salute, ciascun cittadino potrebbe beneficiare di una detrazione pari a 38 euro. Per calcolare a quanto ammonta la cifra che viene restituita al contribuente è sufficiente calcolare il 19% della cifra che eccede la cifra base, rappresentata per l'appunto da 129,11 euro.

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Il governo non vuole togliere detrazioni per tutti

È facile concludere che, abolendo queste detrazioni, lo Stato si ritroverebbe nelle casse un'ingente somma che potrebbe essere destinata altrove nella manovra finanziaria. Tuttavia, c'è contezza del fatto che questo potrebbe equivalere a rendere ancora più vulnerabili le fasce più deboli della popolazioni, che rischierebbero di patire seriamente l'impossibilità a beneficiare delle detrazioni.

Non a caso starebbero filtrando indiscrezioni secondo cui si penserebbe a dividere la popolazione in tre fasce: la prima dovrebbe riguardare chi ha un reddito inferiore a 120.000 euro e per queste si punta a mantenere la detrazione nella sua totalità.

Chi, invece, risulta in una fascia reddituale collocabile tra i 120.000 ed i 240.000 euro potrebbe beneficiare di detrazioni inferiori o disciplinate in maniera vantaggiose.

Chi, invece, dovrebbe vedersele tolte in maniera definita dovrebbero essere coloro i quali guadagnano più di 240.000 euro. Se queste ipotesi fossero confermate l'abolizione delle detrazioni sulle spese sanitarie avrebbe un impatto assai risicato, considerato che, eventualmente, nella fascia reddituale più alta indicata il Mef colloca esattamente 71.000 contribuenti su un totale di quarantuno milioni.

La percentuale è esattamente dello 0,2%. Una percentuale risicata, ma sufficiente a garantire un minimo gettito fiscale.

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