Acceso botta e risposta durante l’ultima puntata di DiMartedì tra il conduttore del talk show in onda su la7, Giovanni Floris, e il capo politico del M5S Luigi Di Maio. Il Ministro degli Esteri è stato invitato in studio martedì 22 ottobre per discutere soprattutto di manovra finanziaria e dei provvedimenti che il governo Conte intende adottare per combattere l’evasione fiscale, ad esempio attraverso l’aumento delle pene carcerarie per i grandi evasori, oppure attraverso la progressiva eliminazione del contante.

Ma il momento di maggior tensione della serata si è raggiunto quando Floris ha accusato apertamente il leader pentastellato e l’esecutivo di cui fa parte di non aver deciso ancora nulla in merito alla manovra. Accuse respinte con stizza da Di Maio che rivendica quanto fatto di buono finora dal governo giallorosso.

Luigi Di Maio ospite di DiMartedì per parlare di manovra finanziaria

Appena entrato nello studio di DiMartedì, Luigi Di Maio viene immediatamente sottoposto ad un fuoco di fila di domande, soprattutto sulla manovra finanziaria ancora in discussione.

Il conduttore Giovanni Floris gli domanda se sia preoccupato dalla lettera inviata dall’Ue nei giorni scorsi per chiedere chiarimenti circa il contenuto della legge di bilancio. Lui risponde seccamente di no, visto che ritiene la manovra “equilibrata”. Sul carcere agli evasori, poi, il leader M5S dichiara che “stiamo parlando di gente che fa fatture false per 100mila euro o più. Queste persone qui devono temere lo Stato in due modi: carcere o confisca di tutto quello che hai evaso più un altro po’”.

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Idee chiare anche sul limite al contante. “Prima abbassiamo costi su carte e pos - annnuncia - lo Stato deve incentivare i processi virtuosi, dobbiamo mettere gli italiani nella condizioni di farsi la carta di credito”. Insomma, secondo Di Maio, “se si è sbagliato qualcosa, si chiede scusa agli italiani, ma non si scappa sulla manovra di bilancio”.

Floris punta il dito contro il leader M5S: ‘Manovra ancora tutta da discutere’

La discussione sulla manovra finanziaria tra Di Maio e Floris si indirizza poi sulla presunta volontà del governo di approvare una tassa sulla compravendita di abitazioni.

“Senta Ministro, solo una cosa - osservazione impertinente di Floris - la compravendita non è sui castelli ma su tutte le case. L’Imu è sui castelli e la compravendita è su tutte le case”. Ma il leader M5S specifica che “l’imposta, anche quella quella case, non è assolutamente definita”. Risposta che eccita l’animo del conduttore di DiMartedì. “Ah non è definita - sbotta Giovanni Floris - Ma allora che manovra avete fatto se è tutto da discutere?

Il punto che diceva Conte fondamentalmente è anche questo: ‘Noi facciamo le riunioni e i Consigli dei Ministri e voi ne discutete dopo che ho fatto il comunicato e ci ho messo la faccia’”. Un colpo basso a cui Luigi Di Maio replica serafico: “Mi scusi, ma la legge di bilancio ogni anno che si rispetti viene approvata a dicembre, non viene approvata ad ottobre”.

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