Nella trasmissione TV "La vita in diretta", condotta da Lorella Cuccarini ed Alberto Matano su Rai Uno, sono stati interpellati i diretti interessati della proposta del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio per abbassare l'età necessaria per il diritto di voto, già lanciata nel 2017 da Beppe Grillo e ripresa anche da Matteo Salvini, segretario della Lega. La proposta è stata pubblicata in un post su Facebook, riscuotendo commenti favorevoli e sfavorevoli dagli utenti, ma con il consenso di Conte e Zingaretti; sembrerebbero dunque molti a essere d'accordo, o per lo meno lo sembrerebbe la maggioranza dei rappresentanti politici italiani (tra i contrari Paola Taverna), eppure le persone che dovrebbero essere più contente, i sedicenni, non lo sono affatto.

Numerose testate giornalistiche hanno effettuato sondaggi tra i cittadini italiani, scoprendo che la gran parte degli intervistati sono del tutto contrari alla proposta, dunque in controtendenza rispetto al nostro Governo.

Grandi differenze di opinioni sul voto a 16 anni

Questa era la domanda rivolta agli utenti, per esempio, su News Republic, che ha ottenuto una schiacciante vittoria dei contrari, l'88%, rispetto ai favorevoli, il 12%.

Ma perché si registra un così ampio divario tra i rappresentanti della Politica italiana ed il paese "reale"? Le risposte sono diverse, prima fra tutte la sensazione che nella mente dei nostri ragazzi di 16 anni ci sia tutto tranne che la politica, argomento che non risulta essere presente nella discussione quotidiana a quell'età; i temi caldi, quelli che tengono banco sui social, sono invece la patente a 16 anni, la possibilità di acquistare e consumare alcolici, l'uso della cannabis; la seconda motivazione è quella strettamente legale, nel senso che prima di consentire il voto a 16 anni sarebbe necessario modificare l'articolo della Costituzione Italiana che parla del voto, appunto, recitando che "sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età": di conseguenza, bisognerebbe prima abbassare il limite della maggiore età, per avere la possibilità di dare ai ragazzi il diritto di voto.

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La maggioranza dei ragazzi intervistati a "La vita in diretta" hanno espresso parere sfavorevole alla proposta, adducendo come motivazione principale la mancanza di informazione; l'educazione civica, ad esempio, è stata eliminata dall'elenco delle materie obbligatorie e la discussione politica in classe manca del tutto, riducendosi a temporanee esternazioni degli insegnanti, legate strettamente ai temi di attualità.

Anche in questo caso quindi, si registra la necessità di riformare prima la scuola, introducendo le nozioni basilari necessarie ad un eventuale approfondimento degli interessati. Considerato che la reintroduzione dell'educazione civica a scuola è stata rinviata di un anno, c'è ancora molto da lavorare su questo fronte.

Dove è lecito il voto a 16 anni

Nel resto dei Paesi Europei il voto a 16 anni è consentito in Austria, in Germania, in Norvegia e in Scozia, con alcune varianti e limitazioni a seconda delle legislazioni vigenti; nel resto del mondo, si può votare a 16 anni in Argentina, a Cuba, in Nicaragua, mentre si vota a 17 anni in Israele, Indonesia, Corea del Nord.

In alcuni paesi è necessario essere sposati, in altri bisogna avere un lavoro: insomma, paese che vai, voto che trovi.

Vista la situazione, i commenti sfavorevoli e le varie opinioni, ci sembra che la proposta sia solo un'escamotage politica volta a contrastare l'allontanamento degli italiani della politica, cosa che dovrebbe invece essere combattuta con un drastico cambiamento dei comportamenti degli stessi politici.

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