Pierluigi Rotta e Mario Demenego. Sono i nomi dei due giovani agenti di Polizia, poco più che trentenni, che hanno perso la vita in servizio, vittime di una sparatoria all'interno della Questura di Firenze dopo che un domenicano si è impadronito di una delle loro armi. Due vite spezzate mentre servivano un Paese che si sta stringendo attorno alle loro famiglie e alle forze dell'Ordine. Un qualcosa che si verifica dopo le tragedie e un po' meno in altre circostanze.

È in sostanza questo il ragionamento che il giornalista Nicola Porro fa nel corso della sua quotidiana rubrica web "Zuppa di Porro". Il giornalista sottolinea come molto spesso si punti il dito contro gli uomini in divisa per qualcosa di avvenuto durante una manifestazione o per casi come quelli relativi alla benda messa agli occhi degli americani accusati dell'uccisione del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega.

Il giornalista ha inoltre messo in evidenza come spesso ci si dimentichi di quanto, persino per difendersi, i poliziotti siano costretti a seguire norme rigide per le quali rischia di diventare complicato persino tutelarsi.

Porro parla di atteggiamento schizofrenico

Sono ore in cui da ogni parte dell'opinione pubblica si levano messaggi di solidarietà e vicinanza per le forze dell'ordine dopo l'uccisione dei due poliziotti all'interno della Questura di Trieste.

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Cronaca Nera

Un fatto che, secondo Porro, va analizzato ricordando come spesso si tratti della stessa Polizia e degli stessi Carabinieri che finiscono nel mirino per il loro modo di operare soprattutto all'interno di alcune manifestazioni. Allo stesso modo tira in ballo quanto si sia parlato dell'americano bendato durante l'interrogatorio per l'omicidio del vice brigadiere Marcio Cerciello Rega. Porro sembra quasi parlare di gogna mediatica.

"Per una benda - tuona - in faccia a uno di questi rischiano decurtazione dello stipendio, processi, mentre quelli stanno lì a fare il giusto processo italiano". "Abbiamo - mette in risalto - un atteggiamento schizofrenico".

Porro si scaglia anche contro Chef Rubio

L'idea che l'autore di un furto possa rubare la pistola ad un poliziotto all'interno di una Questura, ha fatto si che qualcuno ponesse dei dubbi sulla reale preparazione delle forze dell'Ordine italiane.

Tra questi c'è Chef Rubio. "Esiste - evidenzia Porro - uno Chef Rubio che oltre ad attaccare Salvini attacca i poliziotti".

Il giornalista prova ad analizzare in maniera polemica quello che sarebbe il pensiero del personaggio televisivo : "Non mi sento ben difeso da questi poliziotti perché sono quelli che malmenano Fassina e quelli che si fanno ammazzare in Questura. Questo è il non detto dello Chef Rubio che, invece di rompere, sarebbe meglio che cucinasse qualcosa di decente".

Porro non manca di sottolineare come l'atteggiamento dei poliziotti, anche all'interno dei palazzi del potere come la Questura, potrebbe essere condizionato da tutte le regole che sono costretti a rispettare per non incorrere in comportamenti nei confronti degli accusati per non essere sanzionati.

"Ogni tanto - evidenzia - ci dimentichiamo sono talmente costrette in una serie di norme e di prudenze".

Il giornalista, pur sottolineando che non dovrebbero usare violenze, pone in risalto quello che invece dovrebbe essere il loro primario obiettivo: Proteggersi ed utilizzare ed elementi di protezione nei confronti di se stessi".

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