Potrebbe avere un lungo strascico la polemica mediatica esplosa dopo la rissa sfiorata in diretta televisiva su Rete 4 tra il vignettista Vauro e il ‘figurante’ della trasmissione Dritto e Rovescio Massimiliano Minnocci, meglio conosciuto come Brasile. Dopo essere giunti quasi alle mani, pare che tra i due possa presto scoppiare una pace, se pur armata. Il primo a muovere un passo in questa direzione è stato l’ex collaboratore di Michele Santoro, ora al Fatto Quotidiano. Vauro ha infatti scritto una lettera aperta al Brasiliano, non lesinando critiche per le sue idee che si ispirano al fascismo, ma tendendogli anche una mano per proporgli un incontro, una cena faccia a faccia.

Brasile non si è fatto pregare ed ha subito accettato, ma ha deciso di condividere la lettera del rivale (già pubblica ndr) con i suoi fan su Instagram. Le risposte sono state di diverso tipo. In molti si sono detti favorevoli all’incontro con Vauro, ma molti altri hanno invece incitato il loro idolo ad usare la mano pesante contro una persona identificata con disprezzo come “comunista”.

La lettera di Vauro a Brasile: ‘Vediamoci, non è una sfida è un invito’

La quasi rissa andata in onda in diretta a Dritto e Rovescio, il talk show del giovedì sera di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, ha impressionato in maniera tale un cospicuo numero di telespettatori da spingerli a chiedere a gran voce sui social network il boicottaggio o, addirittura, la chiusura del programma.

Ma questa indignazione generale non sembra aver colpito nella stessa maniera i protagonisti della vicenda. È stato infatti lo stesso Vauro a cercare di smorzare la tensione inviando una lettera pubblica a Brasile, pubblicata sul suo profilo Instagram. Il disegnatore si rivolge al truce fascista chiamandolo col suo vero nome: Massimiliano. Conferma di schifare e disprezzare tutti i segni come svastiche ed effigi di Mussolini che Brasile porta in bella evidenza tatuati sul suo corpo muscoloso. Vauro dice di provare quasi pietà per uno come lui, definito fragile.

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E, in un certo senso, lo assolve in confronto alle persone con giacca e cravatta che la pensano allo stesso modo, ma che si nascondono dietro figure di “pazzo fanatico” come la sua. “Allora ti dico vediamoci - ecco la proposta ‘indecente’ - potrai spaccarmi la faccia o potremo parlare cenando insieme, così poi puzzeremo di vino tutti e due”.

La risposta di Minnocci e i commenti dei suoi fan su Instagram

Prima ancora della lettera di Vauro, Brasile aveva già deciso di commentare pubblicamente lo scontro avvenuto da Del Debbio attraverso un video pubblicato sui suoi canali social.

“La domanda del giorno è: ma pizzetto, che puzzava di vino, che voleva fa’? - racconta Massimiliano Minnocci - Alcune persone lì dentro mi hanno detto che Vauro si aspettava che io lo picchiassi per poi denunciarmi. Io, però, non gli ho messo le mani addosso, non avrei dato il buon esempio a nessuno: a me non interessa se il signor Vauro è di sinistra. Lui puzzava di vino e mi ha minacciato: io non l’ho mandato in ospedale perché stavamo in un programma televisivo”. Insomma, non proprio dichiarazioni di pace.

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Poi, dopo la lettura della lettera, il tono di Brasile cambia nettamente. “Ok accetto, dimmi dove e quando?, questa la sua risposta telegrafica a Vauro. Una scelta che, come anticipato, non trova d’accordo tutti i suoi fan social. “A Brasì menaje forte”, “Rompigli il c… a questo porco”, “Ammazzalo sto comunista”, sono solo alcuni esempi dei ‘consigli’ offerti al coatto romano ‘scoperto’ da Enrico Lucci e Giuseppe Cruciani.

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